23 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Mar, 2026

Referendum, si vota fino alle 15 poi spoglio in diretta. Alle 23 affluenza al 46,07%

Il giorno del voto al Referendum

Referendum, dalle 15 spoglio in diretta. Affluenza, dati e risultati. Alle 23 di domenica record al 46,07%


Sono stati riaperti questa mattina alle 7 i seggi in tutta Italia per il referendum confermativo sulla legge costituzionale che riguarda l’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione della Corte disciplinare. I cittadini potranno votare fino alle 15, quando inizieranno le operazioni di scrutinio.

RISULTATI I DIRETTA

Il voto rappresenta un passaggio importante per la riforma della giustizia, chiamata a ridefinire alcuni aspetti chiave dell’organizzazione del sistema giudiziario.

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Affluenza in crescita, dato al 46%

Il referendum ha registrato un’affluenza record: alle 23 aveva votato il 46% degli aventi diritto. Dato che rende ancora più incerte le previsioni del risultato finale. In alcune regioni, come il Lazio, la partecipazione ha superato il 40%, con Roma che si attesta intorno al 44%, confermando una mobilitazione diffusa anche nelle grandi città.

Spoglio nel pomeriggio, risultati in tempo reale

Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi alle 15,. I risultati del referendum Italia 2026 saranno disponibili in tempo reale sul portale ufficiale “Eligendo” e attraverso l’app “Eligendo Mobile”, utilizzata per il monitoraggio dei dati elettorali.

Alle urne sono chiamati 51,4 milioni di cittadini. Non è previsto quorum e l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi: votare Sì significa confermare la riforma e consentirne l’entrata in vigore, votare No significa respingerla e mantenere l’attuale assetto della magistratura.

La riforma

Il cuore della riforma della giustizia è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, oggi appartenenti allo stesso ordine. Chi entra come giudice, resterà giudice per tutta la carriera; chi sceglie di fare il pm non potrà mai diventare giudice (e viceversa). Oltre due percorsi professionali distinti fin dall’inizio, questo comporta una distinzione più marcata tra chi accusa e chi giudica nel processo penale: secondo i sostenitori della riforma, in questo modo si rafforza il principio del “giudice terzo”. Per i critici, invece, la separazione delle carriere rompe l’unità della magistratura. Tra le principali novità della riforma c’è anche la creazione di due Consigli superiori della magistratura separati, uno per i giudici e uno per i pm: entrambi continueranno a occuparsi di assunzioni, promozioni, trasferimenti e valutazioni professionali.

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