20 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Mar, 2026

Roma, esplosione nel silenzio del parco: due morti e la pista della bomba anarchica

Parco degli Acquedotti a Roma

Esplosione in un casale nel Parco degli Acquedotti a Roma: due morti e indagini sulla pista anarchica. Si ipotizza la preparazione di un ordigno e possibili obiettivi sensibili. Tra le ipotesi che i due, un uomo e una donna legati a Cospito, stessero progettando un attentato alla Leonardo o alle ferrovie


C’è la pista anarchica dietro l’esplosione che ha squarciato il pomeriggio di mercoledì scorso nel Parco degli Acquedotti, uno degli spazi verdi più frequentati della periferia sud di Roma. Un boato ha interrotto la normalità di un’area attraversata ogni giorno da famiglie, sportivi e pendolari. Solo più tardi, con l’arrivo dei soccorsi e l’avvio dei rilievi, è emersa la gravità di quanto accaduto: tra le macerie di un casale abbandonato, nel cosiddetto “casale del Sellaretto”, sono stati trovati i corpi senza vita di due persone.

L’esplosione e le difficoltà di identificazione

L’esplosione, che ha fatto crollare il soffitto, è avvenuta nel tardo pomeriggio. Ma l’allarme è stato dato solo ieri mattina, intorno alle 9, da un cittadino che passeggiava nei paraggi. Le condizioni dei corpi hanno reso fin da subito difficili le operazioni di identificazione. Il riconoscimento di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone è stato possibile solo grazie ad alcuni tatuaggi. Una delle vittime presentava un arto spezzato e diverse ustioni sul braccio, segno della violenza dell’esplosione.

L’inchiesta della procura e le indagini

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pool di magistrati che si occupano di terrorismo. Per il momento il fascicolo è senza indagati. Una prima informativa è arrivata negli uffici di piazzale Clodio. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia.

I legami con l’area anarchica e Cospito

Secondo gli investigatori, le vittime si muovevano in ambienti anarchici vicini a Alfredo Cospito, figura centrale dell’anarchismo insurrezionalista in Italia. Cospito è detenuto da anni per attentati e azioni rivendicate in ambito anarchico, tra cui il ferimento di un dirigente d’azienda e un attentato contro una caserma dei carabinieri. Dal 2022 è sottoposto al regime di 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”, riservato ai detenuti ritenuti particolarmente pericolosi.

Il contesto del 41-bis e la mobilitazione anarchica

Proprio contro il 41-bis Cospito ha condotto un lungo e molto discusso sciopero della fame, che ha attirato l’attenzione internazionale e mobilitato una parte del movimento anarchico, dando vita a manifestazioni, azioni dimostrative e prese di posizione anche fuori dall’Italia. È in questo contesto che si inserisce l’attenzione degli inquirenti su eventuali legami tra l’esplosione e una possibile ripresa della mobilitazione.

Il profilo di Sara Ardizzone

Anche il profilo di Sara Ardizzone è ora al centro degli approfondimenti. In alcuni interventi pubblici e scritti riconducibili alla galassia anarchica, avrebbe espresso posizioni fortemente critiche nei confronti delle istituzioni, arrivando a parlare dello Stato come di un nemico da combattere e sostenendo la necessità di opporsi con decisione ai suoi strumenti repressivi. Frasi e prese di posizione che, lette oggi alla luce dei fatti, vengono analizzate dagli investigatori per comprendere il contesto ideologico in cui maturerebbe l’episodio.

L’ipotesi dell’ordigno e i possibili obiettivi

I primi riscontri tecnici rafforzano infatti l’ipotesi che all’interno del casale fosse in corso la preparazione di un ordigno artigianale, poi esploso accidentalmente durante la fase di assemblaggio. Ma è sul possibile obiettivo che si concentra ora l’attenzione degli investigatori. Tra le piste al vaglio c’è quella di un attentato da compiere nelle prossime settimane. Non si esclude che nel mirino potessero esserci la linea ferroviaria che corre poco distante o alcune sedi del gruppo Leonardo, realtà spesso contestata in ambito antagonista.

La manifestazione e il clima di tensione

A complicare il quadro c’è anche la tempistica. A fine marzo è in programma a Roma una manifestazione nazionale, con la partecipazione di realtà come Askatasuna. Un appuntamento che ora viene inevitabilmente osservato con maggiore attenzione, anche alla luce di quanto accaduto.

Un’area vulnerabile tra città e infrastrutture

L’area del parco, ampia e aperta, non distante dalle Capannelle, si estende tra quartieri densamente abitati e infrastrutture strategiche. Non è un luogo isolato: è attraversato ogni giorno da centinaia di persone e si trova a ridosso di snodi sensibili, come la ferrovia. Una combinazione che lo rende al tempo stesso vitale e vulnerabile, frequentato anche da alcuni clochard che trovano rifugio nei vecchi casolari.

Il quadro generale e i timori degli inquirenti

In un momento segnato da tensioni internazionali, guerre in corso e un clima interno attraversato anche da appuntamenti politici come i referendum, il livello di attenzione resta alto su possibili minacce. Non solo quelle legate al terrorismo di matrice jihadista, ma anche ai fenomeni di radicalizzazione interna, dall’area anarchica ad altri circuiti estremisti.

Un episodio che potrebbe andare oltre il caso isolato

È in questo quadro che l’esplosione del casale assume un significato che va oltre il singolo episodio. Partita dalla pista anarchica, l’indagine ora prova a capire se quel boato in mezzo a un parco apparentemente lontano da tutto, sia stato davvero un incidente o il segnale di qualcosa che avrebbe potuto avere conseguenze ben più ampie.

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