Il vicepresidente della Commissione Ue interviene a Feuromed: su energia e crisi di Hormuz serve unità. Il Mediterraneo torna centrale per strategia e sicurezza europea
Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, interviene a Feuromed nel giorno in cui il Consiglio europeo si riunisce. L’Italia ha promosso nelle alte sedi europee due iniziative: una missione sotto l’egida dell’Onu per sbloccare lo stretto di Hormuz e, in secondo luogo, la proposta di calmierare i prezzi dell’energia tramite la sospensione delle tasse sulla CO2.
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Vicepresidente, pensa che le due proposte possano essere discusse e accolte nelle sedi europee?
«Su entrambe le questioni la Commissione ha cercato di andare nella direzione di una composizione e di un approccio unitario. Sul tema del rincaro dei prezzi, è evidente che c’è una discussione in corso che dovrà tenere conto di sensibilità diverse da parte dei paesi membri. Alcune scelte hanno infatti impatti differenti a seconda dello Stato in cui vengono applicate. La presidente von der Leyen ha inviato una lettera al Consiglio individuando alcuni punti fondamentali in vista di questi due giorni. In questo complesso momento storico l’Europa deve dare segnali di unità. La mia esperienza mi dice che trovare un giusto compromesso sarà fondamentale».
Nelle ultime settimane in effetti l’Europa ha dato alcuni segnali di unità. Ma ci si interroga anche sull’opportunità, per l’Ue, di costruirsi come potenza, con una forza strategica che consenta all’Europa di competere nel mondo del duopolio Cina-Stati Uniti. Su questo obiettivo c’è convergenza dei paesi membri?
«Per l’Europa oggi la strada è obbligata, ed è quella di lavorare in una doppia direzione: la prima è quella della dimensione internazionale, rafforzando dialogo e opportunità commerciali e potendo così competere in modo adeguato a livello globale (pensiamo alle intese con il Mercosur e con l’India). In secondo luogo, bisogna lavorare per rafforzare il mercato unico interno all’Unione. Ricordo il provvedimento che è appena stato varato dalla Commissione, il 28esimo regime, fondamentale per facilitare l’azione delle imprese all’interno del contesto europeo. Queste due direzioni, quella interna e quella esterna, devono procedere di concerto. A questo proposito, ricordo anche che per la prima volta è stato nominato un commissario per la semplificazione. Poi ci sono altri temi importanti come quello dell’energia – di cui tocchiamo con mano l’importanza in questi giorni – e quello delle terre rare. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di avere un’Europa più semplificata e flessibile, una flessibilità che ci consenta anche di riallocare le nostre risorse in base ai nuovi scenari del mondo che cambia».
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La politica di coesione ha un ruolo nell’integrazione dei mercati europei?
«Fin dall’inizio del mio mandato ho individuato la necessità di modernizzare la politica di coesione. Non si può rafforzare la competitività se non salgono a bordo tutti i cittadini europei, a partire da quelli delle aree più disagiate. Dobbiamo rafforzare i principi della politica di coesione affinché si riducano le disparità. Attualmente la politica di coesione riguarda un terzo del bilancio europeo. Lo scorso anno ho presentato in Commissione una proposta di revisione dell’attuale bilancio proprio per adeguare le politiche europee alle nuove sfide. Ad esempio, non si può pensare di spendere le risorse così come si era immaginato di impiegarle prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Abbiamo dato quindi la possibilità agli stati membri di rimodulare e riallocare le risorse su cinque priorità: l’acqua, la casa, l’energia, la competitività e la difesa».
Queste strategie sono sufficienti di fronte alle emergenze che impattano sull’Europa o bisogna immaginare un nuovo debito pubblico europeo?
«È un dibattito che deve partire dal Consiglio Ue. La mia impressione è che non si sia ancora trovata una visione comune su questo. La Commissione ha presentato un bilancio ambizioso, ora bisogna vedere cosa accadrà nelle prossime discussioni del Consiglio e vedere se il bilancio verrà condiviso. Questo offrirà già un’indicazione importante. In questa fase, alcune politiche meritano investimenti adeguati. Qualche settimana fa ho presentato la strategia per le regioni di confine con la Russia. Nella proposta di revisione della politica di coesione, i paesi baltici hanno presentato uno spostamento di risorse sulla difesa. Questo perché in quei paesi al problema della difesa si aggiunge quello della tenuta sociale dovuta alla migrazione da quei territori. Per questo c’è bisogno di un approccio in grado di leggere le nuove esigenze di fronte a cui ci troviamo».
Il prestito di 90 miliardi all’Ucraina è bloccato dal veto dell’Ungheria. La revisione della governance è un tema ineludibile nel processo di integrazione europea?
«Sicuramente l’Europa ha bisogno di una maggiore rapidità d’azione che, su tante questioni, l’Unione europea ha avuto. Il tema di una riorganizzazione interna per garantire efficacia e rapidità è sicuramente centrale, ma la sfida in questa fase è anche quella di trovare una convergenza con i mezzi a disposizione».
La crisi di Hormuz porta con sé tre rischi nel Mediterraneo: quello energetico, quello terroristico e quello migratorio. I singoli paesi dovranno trovare una regia più forte per far fronte a questi rischi?
«Nella proposta di bilancio 2028-2034 la Commissione ha raddoppiato le risorse sull’immigrazione. Il dialogo con i paesi della sponda mediterranea è centrale; il protagonismo dell’Italia e dell’Europa è decisivo. Si tratta adesso di capire quale sarà l’evoluzione del conflitto in medio oriente per capire come poter costruire strumenti di sostegno e prevenire fenomeni di rischio come quelli che ha indicato. Bisogna capire che il Mediterraneo ha un enorme potenziale. Nei nuovi portafogli attivati dalla Commissione c’è anche quello del Mediterraneo e della sua proiezione esterna, a testimonianza della propensione dell’Europa a lavorare in questo senso, ad esempio con il global Europe. In questo progetto l’Italia può diventare un ponte europeo».



















