17 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Mar, 2026

«Non volevo uccidere»: Cinturrino al Riesame chiede i domiciliari

Carmelo Cinturrino

L’agente Cinturrino al Riesame chiede i domiciliari per l’omicidio Mansouri. Nega la premeditazione e si dice provato per la morte dell’uomo


“Non volevo uccidere, è stata una fatalità”. Lo ha detto Carmelo Cinturrino in udienza davanti ai giudici del Riesame di Milano ai quali i suoi legali hanno chiesto la concessione dei domiciliari nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio di Abderrahim Mansouri del 26 gennaio scorso. “Sono molto provato per la perdita di una vita umana – ha aggiunto l’ex assistente capo di Mecenate in carcere dal 23 febbraio -. Mansouri? Lo conoscevo solo tramite una foto segnaletica”.

“Abbiamo portato delle indagini difensive che abbiamo condotto assieme ad altri membri delle forze di polizia che non erano presenti quella sera” ha affermato il suo legale Marco Bianucci.  Cinturrino ha negato anche la premeditazione che gli è stata contestata ieri nella richiesta di incidente probatorio per otto testimoni – tutti legati all’area di Rogoredo –  da parte del pm Giovanni Tarzia, insieme a numerose nuove ipotesi di reato tra le quali spaccio, concussione e arresto illegale per oltre una quarantina di capi d’imputazione che riguardano anche altri due agenti.

Il legale: “Cinturrino nemico della piazza di spaccio”

“Verità apparenti, grandi suggestioni, testimonianze assunte in contesti fortemente degradati e compromesse nella loro genuinità. Non possiamo pensare che vi sia un’affidabilità presupposta delle dichiarazioni, Cinturrino era il nemico pubblico della piazza di spaccio, era il poliziotto che consumava gli arresti e che creava certamente delle condizioni di grande imbarazzo al contesto criminale che viveva di cessioni stupefacenti”, afferma – al temine dell’udienza l’avvocato Davide Giuseppe Giugno, che insieme al collega Marco Bianucci, difende Cinturrino.

“Noi speriamo e confidiamo che anche con il supporto dei nostri valenti consulenti – un ingegnere balistico, un fisico e un medico legale – potremo dimostrare come sono andati i fatti, alcune cose non tornano nelle descrizioni della dinamica. Daremo il nostro contributo affinché la verità processuale possa emergere quanto prima, crediamo nella sua innocenza” chiosa il difensore che in occasione dell’udienza ha ricevuto le altre accuse (dallo spaccio di droga all’estorsione, dalla concussione al falso).

Il Riesame si pronuncerà nei prossimi giorni sulla richiesta di domiciliari.

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