Bruxelles prepara uno scudo contro gli shock energetici, tra le ipotesi un piano per ridurre del 15% il consumo di gas
Il governo è al lavoro per mettere a punto un pacchetto di misure per contrastare il caro energia innescato dalla guerra in Iran. Si tratta di «interventi compensativi mirati e quindi più efficaci a favore delle famiglie meno abbienti, dell’autotrasporto e delle imprese», ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italia, Adolfo Urso, che potrebbero arrivare all’esame del del prossimo Consiglio dei ministri. Il ministro ha escluso un intervento sulle accise dei carburanti come quello operato dal governo Draghi dopo l’attacco russo in Ucraina.
Gli interventi allo studio
«Quel taglio – ha sostenuto – giunse quando la benzina sfondò il tetto dei 2,25 euro/litro: oggi è a 1,83 euro/litro, il gasolio poco sopra i 2, con un incremento in percentuale nettamente inferiore a quanto si registra in Germania, Francia e Spagna. Nessuno di questi Paesi ha deciso di tagliare le accise». Ed è scomparso dai radar il taglio sulle accise mobili di cui aveva parlato la premier Giorgia Meloni, considerato troppo costoso rispetto all’impatto che ne sarebbe derivato. Anche se il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di una “riduzione delle accise” sfruttando i fondi derivanti “dall’aumento dell’Iva”. Si ragiona ora su un bonus per i redditi più bassi e su crediti d’imposta per i settori economici più colpiti come l’autotrasporto.
Il piano europeo
L’emergenza caro energia è all’ordine del giorno della riunione dei ministri del G7: Bruxelles vuole mettere a punto uno scudo contro gli shock energetici. Tra le ipotesi sul tavolo, un piano per tagliare del 15% il consumo del gas tra agosto di quest’anno e marzo del prossimo anno, rispetto alla media degli ultimi 5 anni.


















