In Iran migliaia al funerale delle bambine uccise nell’attacco a una scuola femminile. L’Onu chiede un’inchiesta indipendente sul raid
Nel sud dell’Iran migliaia di persone si sono radunate a Minab per i funerali delle bambine uccise nell’attacco contro una scuola elementare femminile. Secondo i media statali iraniani, sabato sono morte almeno 168 alunne e 14 insegnanti.

Molti tenevano le fotografie delle piccole vittime sollevate, alcune di loro avevano appena sette anni. Le immagini mostrano una folla raccolta attorno a piccole bare avvolte nella bandiera iraniana, mentre vengono recitate preghiere. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, dall’inizio dei raid nel Paese sono morte almeno 780 persone in 153 diverse aree.
Le accuse di Teheran
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un messaggio pubblicato su X, accompagnato dall’immagine di tombe appena scavate, ha scritto: «Queste sono le fosse per più di 160 giovani ragazze innocenti uccise nel bombardamento contro una scuola primaria. I loro corpi sono stati fatti a pezzi».
Le dichiarazioni arrivate mentre continuano a scorrere ovunque immagini di quartieri residenziali di Teheran danneggiati dai bombardamenti.
La richiesta dell’Onu
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto un’«indagine rapida, imparziale e approfondita» sull’attacco alla scuola, definendolo un episodio «orribile». L’ufficio dell’Onu ha ricordato che eventuali attacchi indiscriminati contro obiettivi civili costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
La portavoce Ravina Shamdasani ha precisato che «l’onere dell’indagine ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco».
La posizione degli Stati Uniti
Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti «non prenderebbero di mira deliberatamente una scuola». «Se si trattasse di un nostro attacco, il Dipartimento competente indagherebbe», ha detto ai giornalisti, rinviando eventuali chiarimenti alle autorità militari.


















