Financial Times: ‘Ruolo graduale delle truppe europee’. Zelensky: «Sfruttare i giorni più freddi dell’inverno per terrorizzare la popolazione è più importante per la Russia che ricorrere alla diplomazia»
Nuovo attacco russo nella notte sull’Ucraina, con missili balistici e droni che hanno colpito diverse città, a partire da Kiev. Secondo l’agenzia ucraina Rbc, una serie di potenti esplosioni ha scosso la capitale dopo l’arrivo di gruppi di droni, seguiti dal lancio di missili balistici provenienti dalla regione russa di Bryansk. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di interventi medici nei distretti di Dniprovskyi e Desnianskyi, mentre l’amministrazione militare cittadina segnala danni a edifici residenziali e a una scuola.
Attacchi analoghi anche a Kharkiv, nel nord est del Paese. Il sindaco Igor Terekhov ha parlato di bombardamenti prolungati per oltre tre ore, mirati in particolare alle infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di lasciare la città senza riscaldamento nel pieno dell’inverno. Secondo le autorità locali, almeno 820 abitazioni sono rimaste senza riscaldamento. Allarmi e difesa aerea attivi anche nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia.
Colpito il monumento alla Madre Patria
Nel corso dei raid è stato danneggiato anche il monumento alla Madre Patria a Kiev, simbolo dell’era sovietica e memoriale della Seconda guerra mondiale. A renderlo noto è stato il ministro della Cultura ucraino Tetyana Berezhna, che ha definito l’attacco “un gesto simbolico e cinico”, accusando la Russia di colpire luoghi che ricordano la lotta contro l’aggressione del Novecento mentre ne ripete i crimini nel XXI secolo.
Zelensky: per Mosca contano gli attacchi non la diplomazia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di dare priorità alla guerra rispetto ai negoziati di pace. Secondo Zelensky, la Russia avrebbe lanciato nella notte oltre 70 missili e più di 450 droni d’attacco. “Sfruttare i giorni più freddi dell’inverno per terrorizzare la popolazione è più importante per la Russia che ricorrere alla diplomazia”, ha scritto il presidente sui social media. “Senza pressioni sulla Russia, questa guerra non finirà. In questo momento Mosca sceglie il terrore e l’escalation, ed è per questo che è necessaria la massima pressione. Ringrazio tutti i nostri partner che lo comprendono e ci stanno aiutando”.
Recovery efforts following the Russian strike across our regions are ongoing. Once again, there was a targeted attack specifically on energy facilities – the Russians used a significant number of ballistic missiles in combination with other missiles, more than 70 missiles in… pic.twitter.com/EymOingPiY
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 3, 2026
Zelensky: il post su X
“I lavori di ripristino dopo l’attacco russo che ha colpito le nostre regioni sono in corso. Ancora una volta si è trattato di un attacco mirato in particolare contro le infrastrutture energetiche: i russi hanno utilizzato un numero significativo di missili balistici in combinazione con altri missili, per un totale di oltre 70 missili, oltre a 450 droni d’attacco. I raid hanno colpito le regioni di Sumy e Kharkiv, la regione di Kiev e la capitale, così come le regioni di Dnipro, Odessa e Vinnytsia. Al momento si registrano nove feriti a seguito dell’attacco. Ci sono danni a edifici residenziali civili e alle infrastrutture energetiche. A Kiev, gli attacchi con droni hanno provocato incendi in palazzi e danneggiato un asilo. Tutti i servizi necessari sono stati dispiegati ovunque possibile”.
L’Osce e la spinta per una pace negoziata
Nelle stesse ore si è svolta a Kiev la visita del presidente in carica dell’OSCE, il consigliere federale svizzero Ignazio Cassis, insieme al segretario generale Feridun H. Sinirlioğlu. Gli incontri con Zelensky e con il ministro degli Esteri Andrii Sybiha hanno ribadito il sostegno dell’Osce a una pace giusta e duratura fondata sul diritto internazionale. Cassis ha sottolineato la priorità di sostenere gli sforzi diplomatici e ha confermato la disponibilità dell’Osce a monitorare un eventuale cessate il fuoco, esprimendo grave preoccupazione per le continue sofferenze della popolazione civile. È stato inoltre rinnovato l’appello per il rilascio immediato dei tre membri dello staff Osce detenuti. Il presidente in carica e il segretario generale si recheranno a Mosca il 6 febbraio per nuovi colloqui.
Financial Times: ‘Ruolo graduale delle truppe europee’
Sul fronte diplomatico emerge intanto un possibile percorso verso la tregua. Secondo il Financial Times, l’Ucraina avrebbe concordato con Unione europea e Stati Uniti un piano a più livelli per monitorare e far rispettare un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Il piano prevede inizialmente il dispiegamento di una forza di deterrenza a guida europea, supportata da logistica e intelligence statunitense.
Coinvolgimento progressivo delle truppe e opzione Usa
In caso di violazioni ripetute della tregua, il piano contempla una seconda fase con il coinvolgimento dei cosiddetti Volenterosi e, come ultima opzione, una risposta militare coordinata che includerebbe anche il sostegno diretto degli Stati Uniti. Uno scenario che si intreccia con l’intensificazione dei bombardamenti russi e conferma quanto la distanza tra il terreno militare e quello diplomatico resti, al momento, profonda.




















