10 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Feb, 2026

Medvedev: «I rischi di una guerra mondiale sono molto elevati»

Dmitrij Medvedev

L’invito dell’ex presidente russo: tenere conto degli interessi di Mosca e a sedersi al tavolo dei negoziati.


La situazione globale potrebbe sfuggire al controllo e i rischi di una guerra mondiale sono molto elevati. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev in un’intervista all’agenzia Tass.

«Ultimamente abbiamo ripreso i contatti con gli Stati Uniti, e questo non può che rallegrarci», ha affermato Medvedev. L’ex presidente ha aggiunto che sono in corso consultazioni su una vasta gamma di questioni, compresa la risoluzione del conflitto in Ucraina.

«Ma la situazione generale è molto pericolosa. Non si può escludere un conflitto globale. I i rischi sono molto elevati, non sono diminuiti».

Groenlandia, Nato e gas russo

Medvedev ha sostenuto che né la Russia né la Cina rappresentano una minaccia per la Groenlandia. «La disintegrazione della Nato e il ritorno dell’Unione Europea all’acquisto di gas russo sarebbero utili all’intero pianeta».

«Non siamo interessati a un conflitto globale. Non siamo pazzi. Chi ha bisogno di un conflitto globale?», ha detto l’ex presidente russo ribadendo che Mosca non era interessata ad avviare un’operazione militare speciale.

Ha inoltre ricordato che la Russia ha più volte messo in guardia l’Occidente e i Paesi della Nato. L’invito, tenere conto degli interessi di Mosca e a sedersi al tavolo dei negoziati.

Gli scenari improbabili per il 2026

Interpellato sull’evento che ritiene più improbabile nel 2026, Medvedev ha indicato due possibili sviluppi: un’Unione Europea che si scusa con la Federazione Russa e chiede la ripresa delle esportazioni di gas e petrolio, oppure un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato che porta allo scioglimento dell’alleanza. «Entrambi gli scenari aiuterebbero il nostro pianeta», ha aggiunto.

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Trump e la Groenlandia

Medvedev ha affermato che la questione Groenlandia «non riguarda affatto la Russia». È «una sfida piuttosto importante all’unità atlantica», che apre un confronto diretto tra Stati Uniti ed europei.

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