L’esplosione avvenuta intorno all’1:30 nel bar “Le Constellation”, molto noto, capace di accogliere 400 persone. Cordoglio di Mattarella e Meloni. L’ambasciatore italiano: “Ci vorrà tempo per le identificazioni“. I feriti sono oltre cento. La Svizzera dichiara lo stato di emergenza. Esclusa la pista terroristica
Crans-Montana, 1 gennaio 2026. È di almeno 47 morti e 115 feriti, in maggioranza gravi, il bilancio della strage avvenuta nella notte di Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, dove un’esplosione seguita da un incendio ha devastato il bar Le Constellation durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno.
L’esplosione durante la festa
La deflagrazione ha distrutto il locale, molto frequentato dai turisti, provocando ustioni gravissime e lasciando alcune vittime irriconoscibili. Secondo la polizia cantonale vallesana, l’incendio sarebbe stato innescato da un petardo esploso nel controsoffitto del bar, con una rapidissima propagazione delle fiamme.
L’ipotesi del flashover
Le autorità svizzere parlano di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso che consiste nel passaggio improvviso da un incendio localizzato a un incendio generalizzato in ambienti chiusi. In questi casi, la sopravvivenza è quasi impossibile anche per chi si trova a breve distanza dall’uscita. Il flashover avrebbe provocato una o più esplosioni, intrappolando numerosi giovani all’interno del locale.
Italiani coinvolti: sei dispersi e 13 ricoverati
“Abbiamo sei italiani dispersi e tredici ricoverati in vari ospedali svizzeri e a Milano, al Niguarda”, ha dichiarato in serata al Tg1 l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. In precedenza il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva parlato di una quindicina di dispersi e altrettanti feriti.
Tajani ha rivolto un appello alle famiglie che non si sono ancora messe in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina affinché lo facciano, per consentire la ricostruzione completa della lista dei connazionali presenti nel locale.
Giovani italiani trasferiti a Milano
Tre giovani italiani sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Si tratta di una ragazza sotto i trent’anni e di due ragazzi di 16 anni, tutti intubati e con ustioni stimate tra il 30 e il 40 per cento del corpo. Un’altra ragazza di 16 anni è ricoverata in coma in un ospedale di Zurigo.
Il primo bollettino medico ufficiale è atteso in serata, come ha riferito l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso.
L’appello di una madre

“Stiamo chiamando tutti gli ospedali, ma nessuno sa niente. Aiutatemi a ritrovare mio figlio”, è l’appello di Carla Masiello, madre di un 16enne italiano disperso, rilanciato anche da Repubblica. Il ragazzo si trovava in Svizzera con il padre ed era uscito con amici proprio al Le Constellation.
Cause dell’incendio e testimonianze
Secondo alcune testimonianze raccolte dai media francesi, le fiamme sarebbero partite da candeline accese su bottiglie di champagne che avrebbero incendiato il soffitto in legno del locale. Le autorità confermano che l’episodio non viene trattato come un attentato terroristico.
Assistenza ai familiari
La Farnesina ha attivato un punto di raccolta per i familiari delle vittime presso il centro congressi “Le Regent” di Crans-Montana. La polizia cantonale ha inoltre messo a disposizione una helpline, raggiungibile anche dall’Italia, al numero +41 848 11 21 17.
Il cordoglio delle istituzioni
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso le condoglianze del Governo italiano per la tragedia, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di cordoglio al presidente svizzero Guy Parmelin, manifestando la vicinanza dell’Italia alle famiglie delle vittime e al popolo elvetico.
Le immagini diffuse dai media svizzeri mostrano fiamme, fumo e l’intervento dei vigili del fuoco ancora in corso nelle prime ore del mattino. Numerose ambulanze e squadre di emergenza sono state inviate sul posto. Mobilitati anche gli elicotteri della compagnia di soccorso alpino Air-Glaciers, utilizzati per il trasferimento dei feriti negli ospedali della regione.


















