2 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

29 Dic, 2025

Piano di pace in 20 punti per l’Ucraina: il punto. E perché Mosca frena

La guerra in Ucraina in una delle immagini postate da Zelensky su X

Il piano di pace in 20 punti per l’Ucraina punta su sicurezza, territori e ricostruzione. La Russia resta poco incline a chiudere la guerra


Il piano di pace in 20 punti per l’Ucraina rappresenta il tentativo più avanzato finora di porre fine alla guerra con la Russia. Elaborato da Kiev insieme agli Stati Uniti, il documento affronta i nodi centrali del conflitto: territori, garanzie di sicurezza e ricostruzione postbellica. Da Mosca arrivano tuttavia segnali di scarsa disponibilità a un accordo definitivo.

L’incontro Trump-Zelensky e l’ottimismo prudente

Il piano è stato discusso a Mar-a-Lago durante l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Al termine dei colloqui, Zelensky ha definito il confronto “un grande incontro”, mentre Trump ha parlato di un’intesa “forse molto vicina”. Parole caute, soprattutto alla luce delle reazioni russe, arrivate dopo una telefonata tra Trump e Vladimir Putin.

Cosa hanno concordato Kiev e Washington

Secondo Zelensky, la maggior parte dei 20 punti è già condivisa con gli Stati Uniti. Al centro ci sono solide garanzie di sicurezza per evitare una nuova aggressione russa, tra cui il mantenimento di un esercito ucraino di 800 mila uomini finanziato dai partner occidentali e l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Kiev vorrebbe anche una data precisa per l’adesione all’Ue, ma su questo punto restano molte incognite.

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Garanzie militari ed elezioni

Il piano prevede inoltre un accordo bilaterale di sicurezza tra Ucraina e Stati Uniti, da approvare al Congresso, e un sostegno militare europeo su aria, terra e mare. È inclusa anche una serie di misure per evitare la ripresa delle ostilità, come il monitoraggio della linea di contatto, la liberazione dei prigionieri di guerra e l’organizzazione di elezioni in Ucraina dopo la firma dell’accordo.

Il Donbass, punto più complesso

Il destino dei territori nell’area di Donetsk è definito da Zelensky come il nodo più difficile. Una proposta precedente prevedeva il ritiro delle forze ucraine dalle zone ancora sotto controllo di Kiev per creare una zona demilitarizzata, ipotesi respinta dall’Ucraina. Il compromesso allo studio amplierebbe la zona demilitarizzata includendo anche aree oggi occupate dalla Russia, con una fascia cuscinetto controllata da forze internazionali.

Zaporizhzhia e il nodo dell’energia

Altro punto critico è la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. Gli Stati Uniti avrebbero proposto una gestione condivisa tra Washington, Kiev e Mosca, ma Zelensky ha escluso qualsiasi accordo energetico diretto con la Russia. L’ipotesi alternativa è una joint venture tra Ucraina e Stati Uniti, lasciando a Washington la gestione dei rapporti economici.

Interessi economici e ricostruzione

Il piano di pace in 20 punti per l’Ucraina dedica ampio spazio alla ricostruzione. È prevista la creazione di un Ukraine Development Fund per investimenti in tecnologia, energia e intelligenza artificiale, oltre allo sfruttamento delle risorse minerarie. L’obiettivo finale sarebbe raccogliere fino a 800 miliardi di dollari. Un grande gestore finanziario globale, con ogni probabilità BlackRock, potrebbe avere un ruolo chiave.

La posizione della Russia

Dal Cremlino arrivano messaggi prudenti. Putin è stato informato dei negoziati e, secondo il suo portavoce, Mosca definirà a breve la propria posizione. Il ministero degli Esteri russo parla di progressi lenti ma costanti con gli Stati Uniti, senza però fornire dettagli.

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