Tra le novità la flat tax al 10% per festivi e aumenti contrattuali. Confermato bonus prima casa al 50 %. Il provvedimento in Cdm martedì
Il perimetro della manovra l’ha definito il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, in accordo con la premier Giorgia Meloni, ed è quello tracciato dai numeri che consentono di proseguire sul sentiero del consolidamento dei conti pubblici: l’obiettivo è stare sotto il 3% di deficit per poter uscire con un anno di anticipo dalla procedura di infrazione della Commissione europea.
Le misure principali dell’impianto messo nero su bianco nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) sono state definite nel vertice di maggioranza di mercoledì, e alcune risultano ridimensionate rispetto ai desiderata dei partiti.
Così per la sforbiciata dal 35 al 33% dell’aliquota sul secondo scaglione Irpef che interesserà i redditi fino a 50mila euro (con un vantaggio massimo di 440 euro), per un costo di circa 2,8 miliardi. Spingersi fino a 60mila, come vorrebbe Forza Italia, costerebbe 2 miliardi in più.
La rottamazione “cara” alla Lega ci sarà, ma questa «ultima chance», come l’ha definita Giorgetti, non sarà data a tutti, si distinguerà «tra meritevoli e non meritevoli». Vedremo quale sarà il criterio discriminante, ma intanto il leader del Carroccio ha indicato l’arco temporale, «almeno 9 anni» – in 108 rate quindi – spiegando che non si prevedono «mega rate di ingresso».
«Sarà una grande boccata da ossigeno – ha rimarcato – una grande speranza per tantissime famiglie che sono ostaggio del fisco: vorrebbero pagare ma non possono pagare tutto e subito». La sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2026 sarà anch’essa «selettiva»: il blocco di tre mesi potrebbe essere graduale e non per tutti. Lo stop completo dell’innalzamento sarebbe riservato solo per chi avrà compiuto 64 anni nel 2027 e sono previste tutele per lavoratori precoci e lavori usuranti. L’intervento impegnerebbe circa 1,5 miliardi.
C’è l’accordo sul rinnovo dell’Ires premiale, funzionale all’obiettivo di sostenere il lavoro, in quanto “premia” con una riduzione dell’aliquota (dal 24 al 20%) le imprese che rinvestono parte degli utili in occupazione e innovazione; unanime il sì alla conferma della detrazione al 50% per la ristrutturazione della prima casa. Nel pacchetto di misure in materia di lavoro e pensioni allo studio del governo, e “condiviso” dalla maggioranza, compare anche una ‘flat tax’ al 10%, con aliquota Irpef ridotta sugli aumenti da rinnovi contrattuali, così come pure su straordinari, festivi e notturni, puntando a raggiungere una platea di quasi 15 milioni di lavoratori (esclusi autonomie e pubblico impiego).
Nuovo spazio ai fringe benefit. C’è poi la conferma di tre canali di uscita anticipata dal lavoro: Opzione Donna, Quota 103 e Ape sociale. E sempre in materia pensionistica, la riapertura del silenzio-assenso per l’adesione alla previdenza complementare. Si profila anche la proroga dei bonus Donne, Giovani e Zes introdotti lo scorso anno con il decreto Coesione.
Il pacchetto famiglia, tra bonus libri e applicazione di sgravi per i nuclei con almeno due figli, vale circa un miliardo. Si punta poi ad aumentare gli stanziamenti destinati al Servizio sanitario nazionale, favorendo nuove assunzioni e smaltendo le liste d’attesa. Il ministero si attende dalla manovra 2,5 miliardi in più in aggiunta ai 4 miliardi già stanziati con la legge di bilancio dello scorso anno.
Quanto alle spese per la difesa, il governo, ha assicurato Giorgetti, non ha nessuna intenzione di finanziarla togliendo risorse ad altre voci di spesa, tantomeno al sociale. Se l’Italia uscirà dalla procedura di infrazione sul deficit, lo stanziamento nel 2026 ammonterà allo 0,15% del Pil, pari a circa 3,3 miliardi.
La manovra parte da 16 miliardi, di cui sei miliardi di entrate e 10 recuperati da tagli alla spesa. Giorgetti mette in conto anche un nuovo contributo «concertato» e senza intenti «punitivi» da parte delle banche. Tra le ipotesi anche quella di una proroga dell’intervento sulle Dta, le entrate si aggirerebbero intorno ai 2,5 miliardi.
Il tempo per arrivare all’accordo definitivo e trovare la quadra sulle coperture stringe: l’approdo della manovra sul tavolo del Consiglio dei ministri è atteso ai primi della prossima settimana, martedì pomeriggio.


















