Con il gol decisivo contro l’Iran ai Giochi asiatici giovanili, Alireza Ahmadi è diventato un simbolo nazionale: giovane Hazara, incarna un orgoglio che il regime talebano non aveva previsto e ora deve gestire
Alireza Ahmadi ha 17 anni. Il viso serio. Gioca a futsal, una variante indoor del calcio, più veloce, cinque giocatori per squadra. In Afghanistan è un eroe nazionale. Ha segnato il gol decisivo contro l’Iran, storico rivale, a Isa Town, in Bahrain, davanti a un pubblico incredulo. Regalando al Paese il primo titolo ai Giochi Asiatici Giovanili. Come racconta il New York Times è stato più di questo. È stato un gol che ha acceso l’entusiasmo collettivo. E sotto il regime talebano è cosa rara, non si può vedere, perché è vietata. In un Paese segnato da guerra, repressione e silenzi forzati, il trionfo nel futsal ha prodotto la rivoluzione proibita, gioia collettiva.
Gli Hazara e la rivincita degli esclusi
Alireza e quasi tutti i protagonisti della nazionale sono ‘Hazara’, una minoranza etnica e religiosa storicamente discriminata dai talebani. Dal ritorno al potere nel 2021, secondo organizzazioni per i diritti umani, i talebani hanno espulso la comunità Hazara dalle terre ancestrali. L’hanno esclusa da magistratura e incarichi governativi, hanno limitato l’accesso agli aiuti umanitari nelle loro zone. Eppure. La magia del gioco. Per un momento gli eroi del Paese sono diventati proprio loro, quel gruppo ai margini.
La catarsi contro Teheran
La vittoria contro Teheran ha avuto anche un altro valore. L’Iran ha espulso oltre 1,5 milioni di afghani nell’ultimo anno. Batterlo in finale è stata una catarsi nazionale. Ovunque la squadra sia andata dopo la vittoria, migliaia di afghani hanno festeggiato in massa: musica, video, padri con i figli sulle spalle. Sfide ai divieti talebani, danze. «Abbiamo ridato orgoglio alla gente, e loro ci hanno risposto con calore», ha detto Alireza. Quando la squadra è tornata a Herat la folla si è armata a festa con smartphone e petardi. E intorno, inutilmente, gli agenti del Ministero per la Promozione della Virtù per cercare di fermarli, le riprese non sono consentite.
I campetti che sembrano astronavi
A Herat, città con una forte presenza Hazara, l’accoglienza è stata particolarmente calorosa. Quando funzionari del Ministero per la Promozione della Virtù hanno provato a limitare riprese e celebrazioni, molti tifosi hanno continuato a filmare lo stesso

E sebbene il cricket resti lo sport più popolare in Afghanistan, la vittoria in Bahrain ha accelerato la crescita del futsal. Si gioca in campetti in mezzo al niente, telai in acciaio e fari su terreni vuoti. In Afghanistan ce ne sono circa mille indoor, 400 solo a Kabul. Durante l’inverno i ragazzi si ritrovano lì. Nelle periferie e nelle province come Daikundi, sono gli edifici più imponenti nel paesaggio, astronavi. A Dasht-e-Barchi, quartiere hazara di Kabul dove Alireza è cresciuto, il futsal è onnipresente. Tutti i bambini ci giocano.
Non è solo sport
«Stiamo cercando di mostrare un’immagine diversa dell’Afghanistan -, ha detto Alireza al quotidiano statunitense – qui c’è stata la guerra. Ora vogliamo ospitare più partite con squadre straniere». Con il suo sorriso timido e i capelli curati, Alireza è una celebrità. È anche apparso in una pubblicità di una bibita afghana e i video delle sue partite hanno decine di migliaia di visualizzazioni nonostante i talebani vietino di mostrare volti sui media. Non è solo sport. È identità, dignità, narrazione alternativa. E forse la prima crepa simbolica che il regime non aveva previsto. Alireza ha deciso di rispettare il desiderio dei genitori di studiare medicina. Intanto si prepara ai Giochi olimpici giovanili in Senegal. Ha detto una cosa. Riassume tutto: «Quando l’Afghanistan è unito, possiamo vincere».
















