10 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

27 Gen, 2026

«Squadra e mercato fatti con ChatGpt»: il Sochi esonera Moreno

Il club russo esonera il tecnico spagnolo, “reo” di essersi affidato all’intelligenza artificiale non solo per lo scouting e la formazione, ma persino per organizzare le trasferte. Lui si giustifica: «Falso, la usavo solo per le traduzioni»


«Non rovinare una bella storia con la verità» sostiene Pessoa, gran poeta portoghese, o almeno così pare che abbia sostenuto se fosse vera la citazione impigliata nella rete che tutto prende per buono pescando a strascico: non rovinare una bella citazione con la verità

Una storia ipermoderna

Dunque la storia, ipermoderna. Lo spacciatore della notizia è tale Andrei Orlov, che è omonimo d’un celebre principe che portò sul trono la famosa Caterina di Russia (la portava anche a letto, racconta il gossip) e un cui discendente inventò una razza di cavalli a sangue freddo, trottatori provetti, che furono recentemente oggetto d’un regalo tattico di Putin a Kim Jong-un che ha contraccambiato con soldati da mandare al macello in Ucraina. L’Andrei Orlov in questione attuale è semplicemente un ex direttore sportivo della squadra di calcio di Sochi, la città olimpica russa, che sta tra monte e mare così essendo mèta di turismo sia sciistico che balneare.

Il licenziamento

La notizia che questo Orlov ha fatto conoscere è la seguente: l’allenatore del Sochi, Robert Moreno, è stato licenziato perché nel suo lavoro utilizzava troppo l’intelligenza artificiale, ChatGpt nel caso, quella che, per fare un esempio, viene spesso utilizzata da incauti internauti come fosse il medico di famiglia o il pronto soccorso e perciò le chiedono diagnosi (quando non se la sono già fatta da soli) e terapie in genere, se non letali, quasi.

Il tecnico

Robert Moreno Gonzalez (il doppio cognome è un obbligo spagnolo, da ben prima che papà e mamma fossero genitore 1 e 2) è un quasi cinquantenne allenatore catalano nato nel 1977 a L’Hospitalet de Llobregat, sud di Barcellona: da quelle parti, da gran tempo, il calcio di domani è già oggi. Lo importarono gli olandesi, dal mister Rinus Michels all’indimenticabile numero 14, Johan Cruijff, che poi ne divenne l’erede in panchina. L’evoluzione sono stati tipi alla Pep Guardiola e Luis Enrique, giochisti vincenti nati.

L’esperienza romana

Moreno di Luis Enrique è stato il secondo pure nella breve esperienza romana, sponda giallorossa, il periodo celebre per un video virale nel quale, dopo una sconfitta, un lupacchiotto chiedeva ai followers quale fosse la ragione per cui doveva pagare 26 euro per veder giocare Verre che “chi ca..o è Verre?” e per l’introduzione nello staff del mental coach, pionieristica scelta, oltre che dei più moderni supporti tecnologici. Era il boom della Gen Pep degli allenatori, oggi rinvigorita su quel ramo di lago di Como (per la verità geografica quell’altro rispetto all’originale manzoniano) da Cesc Fabregas, più miracoloso del Cardinale Borromeo.

Il mercato con ChatGpt

Moreno è arrivato a Sochi con tutto il suo corredo tecnologico al quale, è stata la rivelazione-accusa di Orlov, si rivolgeva per lo scouting che poi applicava al calciomercato: fu così, è l’accusa, che selezionò il bomber Artur Shuschenachev che però alle pree con il reale, una volta uscito dal virtuale, si rivelò un bidone da zero gol in dieci partite. C’è l’impressione che il “sistema Moreno”, data base, algoritmi, piattaforme digitali e intelligenza artificiale generativa, abbia preso la mano in molti luoghi scalzando i vecchi osservatori fisici che giravano, cercatori d’oro, per campi e campetti e che l’abbiano fatto con risultati non sempre favorevoli alle attese.

La squadra affidata agli algoritmi

Fatto sta, dice Orlov, che Moreno la mano se l’è fatta prendere in ogni azione: si faceva fare la formazione da ChatGpt (magari, a volte, la faceva meglio di qualche presidente di quelli che mettevano bocca dappertutto, che oggi sono sempre più in minoranza sostituiti dai “fondi” senza cuore né passioni) e dall’intelligenza artificiale si faceva pure organizzare le trasferte. Una volta che il Sochi doveva andare a giocare a Khabarovsk, città siberiana a settemila chilometri da “casa” ed a dieci ore di volo, ha programmato un viaggio di 28 ore lasciando senza dormire i calciatori per tutto il “buen camino”.

Sette ko di fila

Pleonastico dire che il Sochi è stato poi retrocesso con Moreno licenziato dopo una striscia perdente di sette partite con un solo punto e la cronaca di allenamenti programmati con il sorgere del sole (sveglia alle 5, in campo alle 7) come avviene con i cavalli purosangue e non si sa perché, o il perché viene spiegato dai bioritmi che a quell’ora sarebbero più ben disposti… La risposta di Moreno non si è fatta attendere: ma quale mercato fatto dall’intelligenza artificiale, quali formazioni da questa suggerita, quale organizzazione di viaggi! Lui usava soltanto, ed in questo era un “net addicted”, soltanto il traduttore automatico, dallo spagnolo al russo.

Il parere degli esperti

Dicono gli esperti che questi modelli in realtà trascurano la “mancanza di consapevolezza culturale” (l’intelligenza artificiale non coglie l’ironia né i riferimenti locali), scontano la “dipendenza dai dati” (si basano essenzialmente su testi in inglese e altre famiglie linguistiche sono per loro faticose), tengono un “tono inappropriato” (spesso formale e pomposo fin troppo) e subiscono “problemi tecnici” (non comprendono la segmentazione o la tokenizzazione). Resta il fatto che nel “caso Moreno” l’intelligenza artificiale non avrebbe provocato il licenziamento sostituendo l’uomo, come sta avvenendo nella maggioranza dei casi, ma aiutandolo. Per la scesa.

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