21 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Gen, 2026

Francesco Maestrelli e la notte di Melbourne: dal campo 14 a Djokovic

La notte di Melbourne cambia la carriera di Francesco Maestrelli: prima vittoria Slam, il passato nel calcio, la sfida con Djokovic e una storia di talento, pazienza e riscatto


Come Flavio Cobolli giocava a calcio. Come Jannik Sinner ha un fisico lungo e sottile eppure mobile con i piedi che quasi volano sul campo da tennis. Si chiama Francesco Maestrelli, 23 anni, 195 centimetri su due gambe lunghissime e magre (fin troppo per il tennis), viene d Pisa, si allena a Sinalunga (provincia di Siena). Ieri ha vinto la prima partita Slam della carriera a Melbourne contro il francese, 65 del mondo, Atmane (6-3/4-6/6-7/6-1/6-1). Domani notte giocherà per la prima volta sulla Rod Laver Arena il suo primo secondo turno di uno slam contro un intoccabile come Novak Djokovic. E anche questa sarà un’altra prima volta.

Cambia all’improvviso – ma non certo in modo casuale – la vita di questo ragazzo che il grande pubblico del tennis ha imparato conoscere lunedì mattina mentre teneva testa, lui intorno al 150esimo posto del ranking ma sotto i 200 pochi mesi fa, al francese e mancino Atmane nel campo 14 di Melbourne Park, la casa degli Australian Open.

Nuove storie oltre Sinner e Alcaraz

Al primo Slam dell’anno ci si avvicina con la curiosità su sfide, numeri e percentuali. E quindi Sinner (gioca stamani), Alcaraz, la febbre della “Sincaraz”, la loro rivalità che ormai è un classico del giornalismo non solo sportivo e della sociologia. La caccia al primo Slam dell’anno, il “pensiero stupendo” che uno dei due possa fare il Grande Slam quando l’ultimo fu Laver nel 1969, il terzo titolo consecutivo di Jannik, il primo down under di Carlos.

Ma soprattutto si cercano nuove storie e nuove parabole per raccontare questo sport. Francesco Maestrelli è una di queste.

Il “giovane Medvedev” che non lo è

Lo hanno ribattezzato il “giovane Medvedev” per via del fisico così longilineo, quasi dinoccolato. Ma con Daniil Medvedev “Franci” ha molto poco da condividere. Il gioco prima di tutto. Tecnicamente il ragazzo può migliorare tanto – specie su lato del diritto – ma il suo stile è molto più aggraziato del russo. Il servizio è naturalmente un colpo vincente: contro Atmane ha piazzato 28 ace. Altrettanto per il rovescio: specie lungo linea è solido, preciso e potente. Maestrelli sa giocare bene anche la palla corta e ha mano vicino alla rete. Ha maturità, lucidità tattica e controllo di sé.

Quella di ieri è stata la vittoria della pazienza sull’estro (del francese, mancino), del silenzio e delle poche parole contro il rumore. Dell’intelligenza sull’emotività: perso il terzo set molti hanno pensato partita chiusa. «Avevo capito che era alla mia portata – ha detto nel post match – Così, invece di contrarmi per la rabbia, mi sono rilassato, ho servito ancora meglio, ho auto la freddezza di cambiare ritmo…». Atmane non se lo aspettava e ha iniziato a sbagliare. Raro trovare uno che vince la prima partita Slam della carriera parlare con questa lucidità.

Dal calcio al tennis, la strada più difficile

All’inizio del 2025 Maestrelli era a malapena tra i primi 250 al mondo. Nato a Pisa, ha compiuto 23 anni poche settimane fa (21 dicembre) e fino a dieci anni era un calciatore arruolato nelle giovanili del Pisa. Calcio e squadra con gli amici? Racchetta e la solitudine del campo? Francesco ha scelto la seconda, una strada più difficile. Come hanno fatto Lorenzo Sonego e Cobolli, nel Torino il primo, nella Roma il secondo.

Se non hai grandi mezzi alla spalle, la scelta di fare il tennista è l’opzione più difficile. L’hanno fatta tutti e tre che condividono anche un altro destino: ciascuno di loro ha vinto la prima partita slam a Melbourne, down under, e in qualche modo la loro via è cambiata. Adesso il pisano, al di là del risultato contro Djokovic, sale verso la posizione 111 del ranking e questo potrebbe aprirgli la strada per l’ingresso nei grandi tornei.

Chiudere il cerchio

Alla fine lacrime e sorrisi, il bagno di folla con i tifosi italiani assiepati sul campo 14, selfie e autografi, grazie e abbracci. E qui è stato chiaro che ieri per Maestrelli si è chiuso un cerchio avviato tre anni fa. Il ragazzo diventò target degli odiatori social e della sottospecie degli scommettitori online che infestano soprattutto i tornei minori. Francesco aveva perso una partita che, secondo ignoti scommettitori, doveva vincere. Da qui insulti e i minacce alla famiglia.

Il ragazzo, allora vent’anni, decise di reagire e postò un video di denuncia contro l’odio social anche nello sport. Una scelta difficile a quell’età specie se pratichi uno sport dove l’equilibrio mentale è quasi tutto. In qualche modo ieri Francesco ha chiuso quel cerchio aperto tre anni. E ora, buona strada.

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