Strage a scuola sventata. Un 17enne è stato arrestato dai carabinieri del Ros: stava progettando un attacco, studiava armi ed esplosivi e frequentava gruppi Telegram neonazisti. L’indagine in più regioni: 7 minori indagati. I loro eroi: Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik
Un progetto concreto, non solo fantasie online. Un17enne pescarese, residente a Perugia, stava cercando manuali, materiali e istruzioni per costruire armi e ordigni, per fare una strage a scuola. È stato arrestato anche per l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Non era da solo. Attorno a lui, una rete di giovani estremisti e suprematisti. L’operazione del Ros si è svolta tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. Ha portato a sette arresti.
Il piano: una strage a scuola
Secondo gli inquirenti, Il giovane frequentava una scuola superiore nell’Alto Tevere umbro, si era iscritto solo quetst’anno. Voleva organizzare un massacro come quello avvenuto alla Columbine High Shool, nei sobboghi di Denver.
Il 20 aprile del 1999.Eric Harris e Dylan Klebold, studenti della Columbine, sparano per 50 minuti a compagni di scuola e insegnanti. Il bilancio è di 13 morti, 12 studenti e un professore, e 24 feriti. Eric e Dylan si suicidano. Un posto lontano, l’America che dei suoi sogni fa ricordare soprattutto quelli brutti ormai. Ma è la violenza ad essere sempre più vicina, trasmissibile come polvere, in un mondo che di intelligente non ha più molto se non l’artificiale.

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Armi, esplosivi e sostanze chimiche
Nel materiale sequestrato nella sua abitazione sono stati trovati documenti tecnici per costruire armi da fuoco e ordigni. Il 17enne cercava anche informazioni su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e sulla preparazione del Tatp, esplosivo già usato negli attentati di Parigi e Bruxelles. Si interessava inoltre alla produzione di armi con stampanti 3D. Il ragagazzo era già stato perquisito in un’indagine condotta a Brescia su gruppi virtuali di estrema destra, con posizioni neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite.
Le chat Telegram e la propaganda neonazista
Da tempo seguiva un gruppo Telegram chiamato “Werwolf Division”, legato a propaganda neonazista e a ideologie suprematiste. All’interno venivano esaltati autori di stragi come Brenton Tarrant, che ha seminato terrore e morte nelle due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, uccidendo 49 persone.
Tra gli ‘eroi’ anche Anders Behring Breivik, autore degli attentati del 22 luglio 2011 a Oslo e Utøya, che hanno provocato la morte di settantasette persone. Dichiaratosi un anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista è autore del memoriale 2083 – Una dichiarazione europea d’indipendenza. Contenuti basati sulla presunta superiorità della “razza ariana” e sull’incitamento alla violenza. Sono i loro modelli modelli da imitare.

La rete di giovani radicalizzati
Il Ros ha effettuato perquisizioni anche ad Arezzo e in altre città, nell’ambito di un’indagine su una rete di giovani legati ad ambienti estremisti e suprematisti. In totale sono sette i minorenni indagati tra Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana, tutti accusati di propaganda e istigazione all’odio razziale. Gli investigatori stanno analizzando smartphone e computer per chiarire il livello di coinvolgimento di ciascuno.
Valditara: “Serve più controllo sui social”
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato la necessità di intervenire sull’uso dei social, parlando di una sfida urgente. “Non basta il divieto per i minori, serve lavorare anche con le piattaforme”, ha detto, indicando nel limite dei 14 anni una soglia equilibrata ma da accompagnare con nuove misure.


















