5 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Mar, 2026

Patron di TelePordenone ucciso a sprangate: sospettato un collaboratore

Mario Ruoso

Omicidio Mario Ruoso a Porcia: il patron di TelePordenone ucciso a sprangate nella propria abitazione. Gli investigatori sospettano un collaboratore di lunga data. Il nipote: “Come una persona di famiglia”


C’è un sospetto per l’omicidio di Mario Ruoso, 68 anni, patron dell’emittente TelePordenone, ucciso ieri nella sua casa a Porcia. Secondo gli investigatori si tratterebbe di uno storico collaboratore della vittima, un cittadino italiano ultrasessantenne che si trova in Questura a Pordenone dalla scorsa notte.

Le indagini si concentrano su possibili motivi economici. Gli investigatori parlano di una scena particolarmente violenta, descritta come «una mattanza».

Ritrovata la spranga usata per l’aggressione

Gli inquirenti avrebbero individuato anche l’arma utilizzata per l’omicidio: una spranga, recuperata dai vigili del fuoco in un corso d’acqua dragato nelle prime ore della mattina.

L’oggetto sarebbe stato gettato dopo l’aggressione per tentare di far sparire le tracce del delitto.

Il sospettato individuato ad Azzano Decimo

Secondo quanto appreso dagli investigatori, il sospettato è stato individuato in un’abitazione di Azzano Decimo, nella prima periferia di Pordenone.

La sua auto è stata sequestrata: era parcheggiata a Tiezzo di Azzano Decimo. Nel bagagliaio del veicolo gli investigatori hanno trovato un borsone, acquisito per ulteriori accertamenti. Poco dopo anche l’auto è stata portata via per essere sottoposta agli esami della polizia scientifica.

Il nipote: «Era una persona di famiglia»

A raccontare il momento del ritrovamento del corpo è stato Alessandro Ruoso, nipote della vittima.

«Non riesco a darmi una spiegazione per quello che è accaduto. Se fosse davvero coinvolto il collaboratore di cui si parla sarei completamente incredulo: mio zio lo ha aiutato per tutta la vita», ha detto ai microfoni di Tv12. Secondo il nipote, l’uomo sospettato era considerato una persona di famiglia e aveva da sempre un rapporto molto stretto con Mario Ruoso.

Il ritrovamento del corpo

È stato proprio Alessandro Ruoso a scoprire il cadavere dello zio. I collaboratori dell’autosalone di famiglia lo avevano avvisato perché non riuscivano a contattarlo al telefono.

«Sono andato a casa sua – ha raccontato –. Il portoncino blindato era chiuso e la chiave di riserva non era nel posto dove la lasciamo per emergenza. Ho forzato la serratura e sono riuscito a entrare: Mario era a terra in un lago di sangue».

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