Dopo la morte di Ali Khamenei si apre la corsa alla successione: dal falco Mohsen-Ejei al moderato Rouhani, passando per i Larijani e l’ipotesi dinastica. Ecco chi può guidare il regime iraniano nella fase più delicata della sua storia
Iran, terzo giorno di guerra. La Repubblica islamica è chiamata a scegliere il suo nuovo leader dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei. La partita per la successione si gioca nelle stanze più riservate del potere, tra falchi ultraconservatori, pragmatici pronti al dialogo e riformisti con scarso peso negli apparati di sicurezza.
La scelta della nuova Guida Suprema dirà molto sulla direzione che Teheran intende prendere, soprattutto nei rapporti con l’Occidente, mentre il conflitto con Israele e Stati Uniti scuote la regione.
Il Consiglio provvisorio e la scelta in uno-due giorni
Il segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha annunciato la formazione di un Consiglio provvisorio di tre membri che guiderà la transizione fino alla nomina ufficiale. La decisione spetta agli 88 membri dell’Assemblea degli Esperti e, secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, potrebbe arrivare “in uno-due giorni”.
Del Consiglio fanno parte il presidente Massud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Mohsen-Ejei e l’ayatollah Alireza Arafi, membro del Consiglio dei Guardiani.
I possibili successori: falchi, pragmatici e riformisti
Tra i nomi più accreditati c’è proprio Mohsen-Ejei, 69 anni, ultraconservatore, già ministro dell’Intelligence e figura vicina agli apparati di sicurezza. Un suo eventuale insediamento segnerebbe una linea dura, sia interna sia internazionale.
Un altro nome che circola è quello di Arafi. Ben inserito nel sistema religioso ma con minori legami con i Pasdaran, elemento cruciale per aspirare alla guida suprema.
Non manca l’ipotesi dinastica: Mojtaba Khamenei, figlio della Guida scomparsa, può vantare solidi rapporti con le Guardie rivoluzionarie. Tuttavia il suo nome è controverso, anche per presunti arricchimenti personali emersi in inchieste internazionali, e la soluzione familiare potrebbe incontrare resistenze nel clero tradizionalista.
Se invece il regime volesse inviare un segnale di apertura verso l’Occidente, il profilo ideale sarebbe quello di Hassan Rouhani. Presidente dal 2013 al 2021 e protagonista dell’accordo sul nucleare del 2015 con Stati Uniti ed Europa. Conservatore moderato, Rouhani rappresenterebbe una svolta pragmatica.
Sul fronte riformista emerge Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica. Ma i suoi legami con gli attuali centri di potere appaiono troppo deboli per una candidatura realmente competitiva.
Infine la famiglia Larijani potrebbe giocare un ruolo decisivo. Se Ali Larijani non può aspirare alla Guida perché non membro del clero, suo fratello, l’ayatollah Sadeq Larijani, 63 anni, sì. L’ex capo della magistratura e figura di peso del fronte conservatore, potrebbe rappresentare una sintesi accettabile per gli apparati.
Leadership decapitata: 48 leader uccisi nel blitz
Secondo il presidente americano Trump, sono stati “eliminati in un colpo solo 48 leader iraniani”, tra cui il capo di Stato maggiore, il comandante dei Pasdaran, il ministro della Difesa e vertici dell’intelligence.
Resta incerta la sorte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, prima dato per morto e poi smentito da fonti iraniane e israeliane.
Tra le vittime confermate il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour, il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il capo dell’intelligence della polizia Gholamreza Rezaian e il capo di Stato maggiore Abdolrahim Mousavi. Uccisi durante una riunione del Consiglio di Difesa alla presenza dello stesso Khamenei, bersaglio principale dell’attacco.
Una scelta che deciderà il futuro del regime
La morte della Guida Suprema ha aperto una fase di incertezza senza precedenti. La decisione delle prossime ore non sarà solo una nomina formale: definirà la postura dell’Iran nel conflitto in corso, il rapporto con i Pasdaran e la possibilità, o meno, di riaprire un canale con l’Occidente.




















