10 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Feb, 2026

Bimba di due anni morta, la madre accusata di omicidio preterintenzionale

Bimba di due anni morta, la madre accusata di omicidio preterintenzionale. Il medico legale: colpi volontari con corpi contundenti



A finire in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale è stata la mamma della piccola Beatrice, morta a 2 anni e trovata senza vita nel suo lettino nella giornata di lunedì 9 febbraio, il corpicino ricoperto di lividi. La donna, Manuela A., 43 anni, è stata arrestata al termine di un lungo interrogatorio.


Le indagini, anche attraverso l’autopsia fissata per lunedì prossimo e i numerosi sequestri disposti nella villetta sotto sequestro, dovranno fare luce su quello che è accaduto alla piccola, che viveva con la mamma – il papà è detenuto da tempo nel carcere di Sanremo – e le sue due sorelle in una casa di Montenero, sulla strada delle Morghe, a Bordighera.


Tutto accade all’interno di una villetta difesa da una folta siepe e dalla videosorveglianza, a pochi passi da un immobile recentemente confiscato alla mafia. La bambina sta male, va in crisi respiratoria e la madre chiama un’ambulanza, ma nonostante le manovre dei medici inviati dal 118, la piccola va in arresto cardiaco.

Morte incompatibile con una caduta

Da quel momento non si riprenderà più.
Sul piccolo corpo di Beatrice, i sanitari riscontrano la presenza di molti lividi, arrivano i carabinieri. E a quel punto la donna, madre di altre due figli di 9 e 10 anni, racconta ai militari che qualche giorno prima la bambina sarebbe caduta dalle scale. Un racconto però che non convince del tutto, tanto da essere accompagnata in caserma dove viene interrogata, insieme ai carabinieri, dal sostituto procuratore Veronica Meglio.


Manuela racconta di nuovo la sua storia: la bambina qualche giorno fa era caduta dalle scale ma stava bene. Il giorno dopo (martedì, ndr), ha aggiunto, è uscita lasciando i tre figli a casa. Ma quando è tornata la bambina stava male, non respirava e così ha chiamato il 118. Nulla di più, lei alla figlia non avrebbe mai fatto del male.
Nel frattempo le indagini vanno avanti: sulle telecamere di sorveglianza, che smentirebbero la donna, e soprattutto attraverso l’indagine del medico legale, i cui primi esiti sono sconcertanti: quei lividi, quelle ecchimosi sono derivati da colpi volontari, alcuni dei quali inferti con corpi contundenti.

Rapporti conflittuali con i nonni paterni


Da qui, la decisione di arrestare la donna con l’accusa di omicidio preterintenzionale e il trasferimento nel carcere femminile di Genova.
Si indaga anche sui rapporti conflittuali tra la donna e i nonni paterni, nell’ambito di una famiglia seguita anche dai servizi sociali. A marzo Manuela avrebbe chiesto l’affidamento delle tre figlie di 10, 9 e 2 anni, invece giovedì mattina dovrà comparire davanti al gip di Imperia per l’interrogatorio di convalida.

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