Poco prima delle 18 in zona Rogoredo un poliziotto ha aperto il fuoco contro un giovane nordafricano uccidendolo
Un ragazzo di 28 anni, marocchino, è rimasto ucciso ieri pomeriggio a Milano, poco prima delle 18, in via Giuseppe Impastato, zona Rogoredo, una delle principali aree di spaccio della città, dove si trova anche il “bosco della droga”. Il colpo è stato esploso da un agente di polizia durante lo svolgimento di un servizio antidroga. La vittima, secondo quanto riferito dalla Questura, si era avvicinata a una pattuglia di agenti in borghese e in divisa, impugnando una pistola che si è poi rivelata a salve. Alla vista dell’arma, i poliziotti hanno fatto fuoco. Il personale del 118, giunto sul posto con un’automedica e due ambulanze, non ha potuto far altro che constatare il decesso del giovane.
Gli eventi
Secondo una prima ricostruzione, gli agenti della Polizia stavano effettuando dei controlli antidroga e, in particolare, stavano arrestando un presunto spacciatore che opponeva resistenza, quando si è avvicinata un’altra persona. I poliziotti avrebbero gridato “alt” e il ventottenne marocchino con precedenti per droga, avrebbe impugnato una pistola. A quel punto, uno degli agenti ha reagito sparando e colpendolo alla testa. L’uomo è morto pressoché all’istante.
Le indagini
Le indagini, condotte dalla Squadra mobile della Polizia, sono coordinate dal pubblico ministero di turno Giovanni Tarzia, che si è recato immediatamente sul posto, e sono seguite direttamente anche dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti nelle indagini dovranno anche ascoltare la versione dell’agente che ha sparato, per ricostruire tutta la dinamica di quanto accaduto.
Le reazioni del governo
Le dichiarazioni politiche, com’era prevedibile, non si sono fatti attendere.
Innanzitutto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione. Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno – ha detto Piantedosi – Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Da parte mia assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti, ancora una volta in un contesto molto complicato».
«Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma – è stato invece il commento di Matteo Salvini che – si legge nella nota del leader leghista – aveva estratto una pistola e per questo è stato colpito da un agente». «A Milano ancora una volta scene da Gotham City. Solidarietà alle forze dell’ordine per quanto accaduto, sperando che i timidi del centrodestra diano immediato ok per il nuovo pacchetto Sicurezza», ha affermato a sua volta il sottosegretario della Lega Alessandro Morelli. «Mi auguro che le forze dell’ordine non entrino nel tritacarne. Non si accettano lamentele da chi fa la morale al governo dopo aver spalancato le porte cancellando le frontiere per 15 anni», ha concluso.
Il comune
Sotto i riflettori, com’era prevedibile, l’amministrazione comunale. «Non si era mai visto negli ultimi anni che un Sindaco decidesse di tenere per sé, per così tanti mesi, l’importante e strategica delega alla sicurezza. Lo trovo davvero inammissibile. Servono subito presidi di Polizia Locale nelle periferie della città prese d’assalto dalla criminalità. Spero vivamente che il Comitato scelto da Sala possa aprire gli occhi al primo cittadino», sono state le parole del deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato.
L’opposizione
«Sul singolo episodio non entro. Però sul clima generale per la sicurezza il Governo ha detto che va tutto bene, nonostante i numeri aumentati per stupri, rapine, violenze varie», ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte. Conte – rispondendo a margine del convegno di presentazione del “Rapporto Svimez 2025 – L’economia e la società del Mezzogiorno” a Napoli, ha sottolineato: «Il Governo ha anche adottato delle riforme che assolutamente incitano a far scappare delinquenti abituali, spacciatori che devono essere interrogati preventivamente prima dell’arresto. Abbiamo chiesto più volte di ristabilire la procedibilità d’ufficio per furti, rapine, borseggi, quando invece in questo momento occorre la querela di parte».
Poi ha aggiunto: «Abbiamo chiesto investimenti, prendere quei soldi che vengono buttati in Albania per guardare dei centri vuoti e portarli qui, perché serve reintegrare la pianta organica, visto che manchiamo di circa 23mila tra carabinieri e forze di polizia». «Abbiamo chiesto anche di finanziare un fondo per il patto di sicurezza per i Comuni ma nulla di nulla. Annunciano decreti, piano casa, l’abrogazione delle liste d’attesa ma c’è un piccolo particolare, che siamo ormai al quarto anno e sta scadendo la legislatura».


















