L’insulto alle militanti femministe di #NousToutes che protestavano contro l’attore Ary Abittan, assolto dalle accuse. Hollande critica: «Un problema di volgarità»
In Francia è esplosa una forte polemica dopo che la première dame Brigitte Macron è stata ripresa mentre definiva «sales connes» – letteralmente brutte stronze – alcune militanti femministe del collettivo #NousToutes. Le attiviste avevano interrotto lo spettacolo del comico Ary Abittan alle Folies Bergère, contestandone il ritorno in scena dopo le accuse di stupro, poi archiviate.
La frase captata in video
Nel filmato diffuso dal settimanale Public, Abittan confida a Brigitte Macron di avere «paura» per le contestazioni. La première dame lo rassicura ridendo:
«Se ci sono delle brutte stronze, le sbatteremo fuori. Soprattutto quei banditi mascherati».
Il riferimento è alle attiviste che indossavano maschere dell’attore con la scritta “violentatore”. L’entourage dell’Eliseo ha tentato di ridimensionare l’accaduto, spiegando che Brigitte Macron intendeva criticare «il metodo radicale» della protesta e non il movimento femminista in sé. Ma la polemica ormai è esplosa.
La contestazione delle femministe
Il collettivo #NousToutes ha rilanciato il video sui social e denunciato la postura della première dame: «Siamo scioccate e scandalizzate: il linguaggio utilizzato rivela una visione del problema inquietante e un messaggio politico gravissimo».
La protesta contro Abittan – assolto dopo tre anni d’indagine – è stata ripetuta più volte negli ultimi mesi, con le attiviste che contestano non il verdetto giudiziario, ma la scelta di far tornare l’attore sul palco.
Hollande: “Un problema di volgarità”
Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex presidente François Hollande, che ha duramente criticato Brigitte Macron ai microfoni di RTL: «Quando si parla di donne che lottano contro la violenza sulle donne, non ci si esprime in questo modo. È un problema di volgarità».
Hollande ha invitato le figure pubbliche alla moderazione, ricordando che «chi ha una funzione deve cercare la pacificazione, non l’escalation verbale». Ha però precisato che in Francia la première dame «non ha uno statuto giuridico» e quindi resta libera di esprimersi, pur essendo soggetta al giudizio dell’opinione pubblica.


















