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Il Papa in Turchia: «Siamo tutti fratelli, anche di religioni diverse»

L’intero viaggio, preparato da mesi con le autorità turche, è considerato una tappa cruciale nel rilancio del dialogo tra Ankara e la Santa Sede


Papa Leone XIV è in Turchia per il suo primo viaggio internazionale da capo dello Stato vaticano: una visita che unisce dimensione diplomatica, simbolica e interreligiosa. Una prima giornata scandita da momenti solenni e incontri istituzionali di alto livello.

Prima di recarsi al palazzo presidenziale, il Pontefice ha fatto tappa al mausoleo di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Repubblica turca, dove ha deposto una ghirlanda in segno di omaggio al “padre dei turchi”.

Successivamente, Papa Leone XIV ha raggiunto in auto il Palazzo Presidenziale, scortato dalla cavalleria fino al cancello d’ingresso. Il presidente Recep Tayyip Erdogan lo ha accolto all’esterno, dando il via alla cerimonia ufficiale con l’esecuzione degli inni nazionali, i 21 colpi di cannone, l’onore alle bandiere e la presentazione delle delegazioni. L’arrivo è stato suggellato da una stretta di mano tra il Pontefice e il presidente turco.

L’incontro privato

Dopo la foto ufficiale, il Papa ed Erdogan si sono spostati al secondo piano del complesso presidenziale per un incontro privato nell’ufficio del presidente, seguito dalla presentazione della famiglia e dagli scatti formali. Il Pontefice sarà poi a Istanbul, cuore storico del cristianesimo orientale, previsti momenti ecumenici con il patriarca Bartolomeo I e incontri con le comunità cattoliche locali.

Tappa cruciale per il dialogo

L’intero viaggio, preparato da mesi con le autorità turche, è considerato una tappa cruciale nel rilancio del dialogo tra Ankara e la Santa Sede e un segnale di apertura in un contesto regionale attraversato da tensioni e trasformazioni profonde. 

“Speriamo di annunciare, trasmettere, proclamare quanto è importante la pace in tutto il mondo”, ha detto il Papa durante il tradizionale incontro con la stampa in volo.

“Al di là delle differenze, delle religioni e dei credi, siamo tutti fratelli e sorelle”

I 1700 anni del Concilio di Nicea

Leone XIV ha ricordato che il viaggio in Turchia e Libano coincide con la commemorazione dei 1700 anni del Concilio di Nicea, un appuntamento che desiderava “da molto tempo” per il suo valore ecumenico. A bordo dell’aereo, il Pontefice ha vissuto anche momenti di leggerezza con la stampa: selfie con l’equipaggio, torte per il Thanksgiving, un vecchio cimelio dei Chicago White Sox – la sua squadra del cuore – e un’icona della Vergine di Guadalupe donata dalla decana dei vaticanisti Valentina Alazraki.

Nel dialogo con i giornalisti, Leone XIV ha rivelato anche un desiderio personale: “Spero di andare in Algeria”, terra di origine di Sant’Agostino, un riferimento anche per papa Leone XIV, membro dell’Ordine agostiniano dal 1981.

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