SANA’A – Il capo del governo formato dai ribelli Houthi dello Yemen, Ahmed Ghalib al Rahwi, è stato ucciso insieme a diversi ministri nell’attacco aereo israeliano condotto giovedì a Sana’a. Lo ha confermato al-Massirah, l’emittente televisiva del movimento, citando la presidenza Houthi. “Il primo ministro e diversi ministri sono stati uccisi giovedì scorso. Diversi altri membri del governo sono rimasti feriti e sono attualmente in cura”, si legge in un comunicato diffuso su Telegram.
La presidenza Houthi ha inoltre ribadito la linea politica del movimento: “Affermiamo al nostro grande popolo yemenita, ai figli del popolo palestinese oppresso, a tutte le persone libere del mondo che continuiamo nella nostra posizione originale nel sostenere e aiutare i figli di Gaza”. Nel comunicato, i vertici Houthi riaffermano anche l’impegno a rafforzare e sviluppare le capacità militari “per affrontare tutte le sfide e i pericoli”, sottolineando la determinazione a mantenere il ruolo del movimento “in tutti i campi e in tutte le arene, con volontà e fede”.
Da giorni, Israele sembra aver intrapreso per lo Yemen lo stesso piano già attuato in Libano e Iran, volto a decapitare i vertici politici e militari dei suoi rivali regionali. Bombardamenti così precisi su figure di questo calibro sono possibili grazie a un insieme di agenti sotto copertura sul campo e fonti di intelligence incrociate con quelle di parter o quasi-partner della penisola araba, come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.