SINGAPORE – Il ministro degli Esteri Tajani è intervenuto per favorire il rientro delle azzurre Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, fermate all’aeroporto di Singapore con l’accusa di furto. Come mostrano le telecamere di sorveglianza, Tarantino avrebbe inserito alcuni oggetti sottratti in un negozio nella borsa della compagna.
Le due nuotatrici pugliesi, reduci dai Mondiali conclusi il 3 agosto e di ritorno da una vacanza a Bali, sono state bloccate dalla polizia, private dei documenti e interrogate insieme alle colleghe Anita Bottazzo e Sofia Morini.
L’ambasciata italiana e la Farnesina, allertate immediatamente, hanno seguito il caso con il diretto coinvolgimento del capo della Farnesina, in contatto con il presidente della Federnuoto Paolo Barelli.
Dopo ore di fermo e chiarimenti, alle atlete è stato concesso un permesso speciale per rientrare in Italia. Le autorità locali hanno archiviato la vicenda con un avvertimento formale.
Tramite un post su Instagram, Pilato si è smarcata dall’accaduto, spiegando di aver collaborato con le autorità locali ma di essere rimasta segnata dall’esperienza. Nonostante abbia dichiarato di non aver “avuto intenzione di compiere gesti inadeguati”, non ha negato il furto. “Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all’onestà personale. Da questa esperienza traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me”.