GERUSALEMME – “Non lasceremo quei mostri lì e libereremo tutti i nostri ostaggi. Faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante un evento a Gerusalemme, ribadendo la linea dura contro Hamas. Ha poi aggiunto: “Dissi che avremmo impedito la creazione di uno Stato palestinese, e lo stiamo facendo, insieme”.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intanto annunciato l’uccisione, con un raid aereo guidato dall’intelligence militare e dallo Shin Bet, di Mahmoud al-Asud, comandante dell’Apparato di sicurezza generale di Hamas per la zona occidentale di Gaza, definito “un importante centro di conoscenza” dell’organizzazione. L’Idf ha riferito inoltre che le Divisioni 99 e 162 hanno colpito infrastrutture terroristiche a nord di Gaza, mentre la 36esima Divisione ha operato nell’area di Khan Younis distruggendo depositi e postazioni.
Secondo fonti mediche citate da Al Jazeera, almeno 21 palestinesi sono stati uccisi oggi nella Striscia, inclusi quattro civili in attesa di aiuti umanitari. Le immagini di civili affamati e le denunce per l’uccisione di giornalisti hanno alimentato critiche e indignazione internazionale.
Sul fronte diplomatico, l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, ha annunciato che il presidente Usa presiederà oggi a Washington una riunione sulla crisi di Gaza, con l’auspicio di una risoluzione entro l’anno. Il segretario di Stato Marco Rubio incontrerà il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Trump, che aveva promesso una rapida fine del conflitto, ha ribadito che “gli Stati Uniti saranno coinvolti dal punto di vista del supporto, soprattutto per via aerea”