CHISINAU – A un mese dalle elezioni parlamentari del 28 settembre, la Moldova torna al centro dell’attenzione internazionale e in particolare europea. In occasione del 34° anniversario dell’indipendenza, la presidente Maia Sandu ha accolto a Chisinau il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco Donald Tusk. Una presenza dal forte valore simbolico, in un Paese che si prepara a un voto segnato dai timori di interferenze russe.
Sandu ha ribadito con forza la scelta europea della Moldova: “Non esiste alternativa all’Europa. Senza l’Ue rischiamo di rimanere bloccati nel passato. La guerra brutale della Russia contro l’Ucraina ci mostra ogni giorno che l’Europa significa libertà e pace, mentre la Russia di Putin significa aggressione e guerra”. La presidente ha sottolineato come l’indipendenza moldava sia oggi messa alla prova da finanziamenti illegali, attacchi informatici e tentativi di sabotare il voto della diaspora: “Sta a noi decidere se permettere a queste forze di dividerci”.
Al suo fianco, il cancelliere Merz ha assicurato che “la porta dell’Ue è aperta” e che Chisinau è “benvenuta nella famiglia europea”. Macron ha denunciato le “bugie” della propaganda del Cremlino, ricordando che l’Unione europea “non è l’Unione Sovietica ma una comunità di valori fondata su pace e dignità umana”. Tusk ha ribadito che “una Moldova sicura e prospera nell’Ue è nell’interesse di tutto il continente: non ci sarà un’Europa sicura, o una Polonia sicura, senza una Moldova indipendente”.
La presenza dei tre leader a Chisinau, ha concluso Sandu, rappresenta “un chiaro segno di rispetto e apprezzamento verso il popolo moldavo, che ha già scelto la strada giusta: quella europea, la via della pace”. Tuttavia, il Paese vive una frammentazione etnica e politica aggravata dal vicino conflitto. Leader delle minoranze russa e gaugauza sono infatti stati bersaglio di provvedimenti giuridici per impedirne le candidature, in un clima di tensione crescente.