GAZA – Venti palestinesi hanno perso la vita stamattina nei bombardamenti dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie locali. Tra le vittime, 14 sono decedute nel corso di un raid con drone kamikaze che ha colpito il complesso ospedaliero Nasser, a Khan Younis, nel sud della Striscia.
Tra loro quattro erano giornalisti: il cameraman Hussam al-Masri, collaboratore Reuters, è morto nel primo attacco; Hatem Khaled, fotografo anch’egli legato a Reuters, è rimasto ferito in un secondo raid mentre era sul posto. Gli altri tre operatori morti sono Mariam Abu Daqa, cronista freelance per Independent Arabic e Associated Press; Mohammed Salama, fotoreporter di Al Jazeera; e Moaz Abu Taha, reporter della NBC, secondo quanto diffuso dal governo di Gaza.
Testimoni hanno riferito che il secondo attacco è avvenuto mentre soccorritori, media e civili si erano già affollati sull’area colpita. La diretta video Reuters dall’ospedale si è interrotta improvvisamente al momento del primo bombardamento.
In precedenza l’agenzia Wafa aveva reso noto che erano stati colpiti altri obiettivi in diverse parti della Striscia, causando la morte di almeno nove civili, tra cui cinque membri di una stessa famiglia rimasti uccisi nel raid su una casa nell’area di al-Karameh, a nord-ovest di Gaza City.
Si tratta di un ulteriore drammatico momento nel conflitto: dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023, più di 240 giornalisti sono morti per colpi d’arma da fuoco israeliani. Al momento, sia l’esercito israeliano (Idf) sia l’Ufficio del Primo Ministro non hanno rilasciato commenti ufficiali riguardo all’attacco. Le vittime includono anche un soccorritore, come riportato dai medici locali.