16 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Ago, 2025

La TikToker in Consiglio regionale a Napoli. Rita De Crescenzo: “Ci stiamo acculturando”

NAPOLI – Un’iniziativa “personale, estemporanea e incomprensibile” ha infiammato il dibattito politico campano. La tiktoker Rita De Crescenzo e l’influencer Angelo Napolitano, noto come Napolitano Store, sono stati protagonisti di un video girato all’interno del Consiglio regionale della Campania, negli uffici del consigliere Pasquale Di Fenza (Azione).

Nel filmato, diffuso su TikTok, Napolitano sventola una grande bandiera tricolore mentre risuona l’inno nazionale e in sovraimpressione appare la scritta “Popolo ci sei? Working in progress”. In un secondo video, girato all’esterno, De Crescenzo commenta: “Gente siamo sempre noi, ci stiamo un poco acculturando. Stiamo capendo cosa fare di buono per lei”. Alla battuta di Napolitano – “Reddito?” – lei risponde senza esitazione: “Sì, reddito”, in riferimento alla sua battaglia per ripristinare il reddito di cittadinanza.

Gianpiero Zinzi (Lega) ha definito l’episodio “l’immagine più brutta e becera di una certa parte politica” che “dovrebbe solo vergognarsi e chiedere scusa”. Dal Pd, il segretario metropolitano di Napoli Giuseppe Annunziata ha dichiarato: “Un comportamento del tutto fuori luogo. Le istituzioni non sono un palcoscenico per contenuti social né uno sfondo utile ad accrescere visibilità personale, ma luoghi di rappresentanza democratica che meritano sobrietà e rispetto”.

La dirigenza regionale di Azione ha preso nettamente le distanze dall’accaduto, spiegando che l’iniziativa “non si riconduce a una linea politica fondata sul rispetto delle istituzioni e sulla collegialità delle scelte” e riservandosi di adottare “i provvedimenti ritenuti opportuni”.

Lo stesso Pasquale Di Fenza ha poi ammesso: “La visita di Rita De Crescenzo nei miei uffici del Consiglio regionale della Campania è stata organizzata per ascoltare le sue istanze. Lo faccio da sempre, a prescindere dalla provenienza socio-culturale e dalle storie personali. La politica deve saper ascoltare tutti. Questo però non mi esime dalla responsabilità di aver commesso una leggerezza politica. Chiedo scusa, non era mia intenzione offendere le istituzioni”.

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