Il Pontefice in Algeria nella prima tappa del viaggio in Africa: appello contro il neocolonialismo e per un nuovo corso della storia
Papa Leone XIV è arrivato ad Algeri, prima tappa del viaggio in Africa che lo porterà anche in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. È il primo Pontefice nella storia a visitare l’Algeria, terra legata a Sant’Agostino, figura centrale nella sua formazione spirituale.
“È il primo viaggio che volevo fare”, ha spiegato ai giornalisti durante il volo da Roma, sottolineando il valore simbolico della visita: “Dobbiamo sempre cercare ponti per costruire la pace e la riconciliazione”.
“Serve un nuovo corso della storia”
Accolto dal presidente Abdelmadjid Tebboune, nel suo primo discorso alle autorità algerine, il Papa ha parlato di un momento internazionale segnato da tensioni profonde. “Un nuovo corso della storia è oggi più urgente che mai”, ha detto, denunciando “continue violazioni del diritto internazionale e tentazioni neocoloniali”.
Un richiamo diretto al ruolo dei popoli: “Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri distruggono il mondo”. L’invito è a costruire una maggiore giustizia tra le nazioni, partendo dal rispetto della dignità di ogni individuo.
Un discorso che oggi prende mille forme. L’attacco di Trump, la difesa del mondo nei confronti di Leone.
Mediterraneo e Sahara: “Non siano cimiteri”
Lo sguardo del Pontefice si allarga al Mediterraneo e al Sahara, definiti “crocevia geografici e spirituali di enorme portata”.
“Guai se li trasformiamo in cimiteri dove muore anche la speranza”, ammonisce, invitando a “moltiplicare le oasi di pace” e a combattere chi specula sulla vita umana. “Sono illeciti i guadagni di chi lucra sulla disperazione”, sottolinea, riferendosi anche ai traffici legati alle migrazioni.
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Nel suo intervento, Leone mette in guardia anche dalle derive opposte che attraversano molte società: da una parte il fondamentalismo, dall’altra una secolarizzazione che svuota la fede di significato.
“I simboli religiosi possono diventare linguaggi di violenza o segni vuoti”, osserva, invitando invece a educare al dialogo, al senso critico e alla fiducia reciproca. “Dobbiamo riconoscere nel diverso un compagno di viaggio, non una minaccia”.
Memoria, perdono e riconciliazione
Al Monumento dei Martiri, il Papa rende omaggio alla storia dell’Algeria, “una storia anche dolorosa, segnata da periodi di violenza, ma superata con coraggio e onestà”.
Il richiamo è al perdono: “So quanto sia difficile, ma non si può aggiungere risentimento a risentimento”. Per Leone “il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace” e “la violenza non avrà mai l’ultima parola”.
Il dialogo tra religioni e il ruolo dell’Algeria
In un Paese a larga maggioranza musulmana, il Pontefice insiste sul valore del rispetto reciproco tra religioni. “Un popolo che ama Dio possiede la ricchezza più vera”, afferma, indicando nell’Algeria un possibile punto di equilibrio tra culture e fedi diverse. L’auspicio è che il Paese possa continuare a offrire “stabilità e dialogo” nel Mediterraneo e nella comunità internazionale.
La giornata
Dopo l’arrivo, Leone ha avuto l’incontro ufficiale con il Abdelmadjid Tebboune al palazzo presidenziale di El Mouradia. Il programma prosegue con la visita alla Grande Moschea, l’incontro con le autorità e una tappa al centro di accoglienza delle suore agostiniane. La giornata si chiude con l’incontro con la comunità nella basilica di Nostra Signora d’Africa e un momento privato con i vescovi.



















