8 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Apr, 2026

Iran-Usa, cessate il fuoco e tregua di due settimane su Hormuz. Israele: «Non per Libano»

La gioia a Teheran dopo l'annuncio del cessate il fuoco

Cessate il fuoco Iran Usa per due settimane con riapertura di Hormuz. Ma Israele precisa: la tregua non vale per il Libano


A poche ore dall’ultimatum, Trump strappa un accordo grazie all’intervento del Pakistan. O qualcosa che ci assomiglia se non si vuole chiamare un ulteriore ultimatum. È un cessate il fuoco in cui nessuno perde o ammette di aver perso. Trump dice: abbiamo già raggiunto gli obiettivi militari. L’Iran: Trump ha accettato le nostre condizioni. In ogni caso, seppur fragile ferma le bombe. Washington non spara più. L’accordo è condizionato allo stretto di Hormuz, due settimane di riapertura.

L’umanità, per ora resta a questa età delle pietre. Israele però smentisce: per il Libano non vale alcuna tregua. E i missili iraniani quindi continuano a sfrecciare, i comandanti locali possono agire autonomamente. Più che una fine della guerra, è una pausa armata: il tempo necessario per capire se si può davvero negoziare o se il conflitto è destinato a ripartire.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Cessate il fuoco e tregua di 14 giorni su Hormuz

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane, raggiunto poche ore prima dell’ultimatum di Donald Trump sullo stretto di Hormuz. L’accordo, mediato dal Pakistan, prevede lo stop agli attacchi e la riapertura del passaggio strategico per petrolio e gas. Washington ha già sospeso i raid, mentre Teheran ha dichiarato che fermerà le operazioni “difensive” e consentirà il transito delle navi, purché coordinato con le proprie forze armate.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno a gestire il traffico nello stretto. Washington intende garantire sicurezza e continuità dei flussi energetici, mantenendo una presenza nell’area. Il presidente ha anche parlato di una possibile fase di “ricostruzione” per l’Iran, segnando un cambio di tono rispetto alle precedenti minacce. (In foto dimostranti contro la guerra davanti alla Casa Bianca)

Anche se il cessate il fuoco Usa Iran ha fatto crollare il prezzo del petrolio del 15%, fino a circa 93 dollari al barile, resta il dubbio sulla sicurezza reale della navigazione. Le compagnie marittime attendono segnali concreti prima di riprendere a pieno regime.

Dall’età della Pietra a quella dell’Oro: il post su Truth di Trump

«Un grande giorno per la pace nel mondo! L’Iran vuole che accada, ne ha abbastanza! Allo stesso modo, anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire l’accumulo di traffico nello stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si faranno grandi soldi. L’Iran può iniziare il processo di ricostruzione. Caricheremo forniture di ogni tipo e resteremo semplicemente “in giro” per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come sta accadendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente!!! Presidente DONALD J. TRUMP»

Israele frena: la tregua non vale per il Libano

A complicare il quadro è intervenuto Benjamin Netanyahu: Israele sostiene la pausa nei raid contro l’Iran, ma esclude il Libano dall’accordo. Le operazioni contro Hezbollah nel sud del Paese continuano e si intensificano, con nuovi ordini di evacuazione per la popolazione civile. Una posizione che contraddice la versione pakistana, secondo cui il cessate il fuoco dovrebbe essere totale.

Missili su Israele e droni nel Golfo

Nonostante il cessate il fuoco Usa Iran, nelle ore successive sono proseguiti attacchi e lanci di missili. Sirene d’allarme in Israele per razzi balistici iraniani, mentre Kuwait, Qatar, Emirati e Bahrein hanno segnalato droni e attacchi missilistici.

Il sistema iraniano, decentralizzato, consente ai comandanti locali di agire autonomamente: elemento che rende la tregua estremamente instabile nelle prime ore.

I Negoziati attesi a Islamabad

La tregua dovrebbe servire ad aprire un vero negoziato. Il Pakistan ha invitato delegazioni di Stati Uniti e Iran a incontrarsi venerdì a Islamabad. Teheran ha dato disponibilità, mentre Washington resta cauta: “Nulla è deciso finché non viene annunciato ufficialmente”. L’obiettivo è trasformare la pausa in un accordo più stabile.

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano riporta l’agenzia iraniana Isna, citata da Tass. Secondo l’agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana.

Mercati reagiscono: petrolio giù, borse in rialzo

I mercati hanno reagito subito al cessate il fuoco Usa Iran. Il petrolio è crollato, mentre le borse asiatiche hanno registrato forti rialzi: +5,4% a Tokyo, quasi +7% in Corea del Sud. Anche i futures americani sono in crescita. Secondo la International Air Transport Association, serviranno mesi per tornare alla normalità nelle forniture di carburante aereo, a causa dei danni alle raffinerie in Medio Oriente. I prezzi del greggio potrebbero scendere, ma quelli del jet fuel resteranno elevati più a lungo.

Il bilancio della guerra e il richiamo del Papa

Dopo oltre cinque settimane di conflitto, il bilancio è pesantissimo: oltre 5 mila morti complessivi, più di 1600 in Iran, centinaia di civili e bambini. Papa Leone XIV ha definito “inaccettabili” le minacce di distruzione totale, richiamando la necessità di fermare la guerra.

Starmer e Macron nel Golfo: garantire Hormuz aperto

Il premier britannico Keir Starmer è in viaggio verso il Golfo Persico per incontrare gli alleati e discutere come mantenere aperto in modo stabile lo stretto di Hormuz al traffico internazionale. La missione era stata pianificata prima del cessate il fuoco e segue i colloqui promossi da Londra con diplomatici e pianificatori militari di oltre 40 Paesi per evitare nuove interruzioni.

“Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l’attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l’Iran per facilitare la ripresa del traffico”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo.

Hormuz, tutti gli ultimatum

Nelle ultime due settimane Trump ha minacciato più volte di colpire centrali elettriche, ponti e infrastrutture energetiche iraniane, fissando deadline poi spostate. L’ultima martedì 7 aprile alle 20 ora della East Coast, “un’intera civiltà morirà”. Il 21 marzo aveva parlato di “distruzione totale”. Il 30 marzo aveva incluso pozzi petroliferi e impianti di desalinizzazione tra i possibili obiettivi. Il 4 aprile aveva dato: “48 ore prima che si scateni l’inferno”.

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