7 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

7 Apr, 2026

Shelly Kittleson è libera: il cambio con prigionieri di Kataib Hezbollah

Shelley Kittleson

Shelley Kittleson liberata dopo una settimana di prigionia a Baghdad. Scambio con detenuti della milizia Kataib Hezbollah e il video estorto



La giornalista statunitense Shelley Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia in Iraq. Il sequestro era avvenuto a Baghdad lo scorso 31 marzo. A confermare il rilascio sono fonti della sicurezza irachena e la milizia sciita Kataib Hezbollah, che aveva rivendicato il rapimento.

Scambio di prigionieri alla base del rilascio

Secondo le prime informazioni, la liberazione è avvenuta nell’ambito di un negoziato che ha coinvolto il governo iracheno e gli Stati Uniti. In cambio, sarebbero stati rilasciati alcuni membri della stessa Kataib Hezbollah, arrestati dopo attacchi con razzi contro una base americana in Siria. Il numero dei detenuti liberati non è stato chiarito.

La milizia: “Deve lasciare subito il Paese”

In una nota, Kataib Hezbollah ha parlato di un gesto “in segno di apprezzamento” verso il governo iracheno, ma ha imposto una condizione: Kittleson dovrà lasciare immediatamente il Paese. La milizia è tra le più potenti formazioni sciite sostenute dall’Iran e negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi contro obiettivi legati agli Stati Uniti nella regione.

Il video e la confessione forzata

Dopo il rilascio, un canale Telegram vicino alle milizie filoiraniane ha diffuso un video in cui la giornalista afferma di aver svolto attività di spionaggio per gli Stati Uniti. Una dichiarazione ritenuta estorta. Nel filmato, Kittleson critica anche l’amministrazione americana, accusandola di aver aumentato i rischi per i cittadini statunitensi nell’area.

Una reporter esperta di Medio Oriente

Kittleson, 50 anni, vive a Roma e lavora come freelance. Ha collaborato con testate internazionali come Foreign Policy, Politico e Al Monitor, oltre che con media italiani tra cui Il Foglio e Ansa. Si trovava nel Kurdistan iracheno per seguire la guerra e, prima del sequestro, aveva già ricevuto minacce proprio da Kataib Hezbollah.

Gli avvertimenti ignorati prima del sequestro

Il Dipartimento di Stato americano aveva segnalato il rischio per la sua sicurezza e le aveva consigliato di lasciare il Paese. Un avvertimento confermato anche da fonti vicine alla giornalista. Kittleson aveva deciso di restare ancora qualche giorno a Baghdad per completare alcuni incontri di lavoro, prima di spostarsi verso Erbil.

Il rapimento ripreso in video

Subito dopo il sequestro era circolato un video che mostrava la giornalista mentre veniva circondata da uomini armati e caricata su un’auto lungo una strada della capitale. Immagini che avevano rilanciato l’allarme sulla sicurezza dei reporter nella regione, sempre più esposti in un contesto di guerra e tensione crescente.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA