La reporter americana Shelly Kittleson è stata rapita a Baghdad. Arrestato un sospetto e aumentano il timore del coinvolgimento di Kataib Hezbollah. La giornalista era stata avvertita dal consolato di essere un bersaglio
La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita nel centro di Baghdad da un gruppo armato non identificato. Il sequestro è avvenuto in una zona trafficata della capitale irachena, probabilmente nei pressi del Palestine Hotel, storico punto di riferimento per i corrispondenti stranieri.
L’agguato e la fuga dei rapitori
Secondo le ricostruzioni, un’auto si è fermata accanto alla giornalista e alcuni uomini armati, in abiti civili, l’hanno costretta a salire a bordo. I sequestratori sono poi fuggiti a tutta velocità su più veicoli. Durante l’inseguimento, una delle auto si è ribaltata, ma Kittleson è stata trasferita rapidamente su un secondo mezzo, che è sparita.
Un sospetto arrestato, ma nessuna traccia di lei
Le forze di sicurezza irachene hanno avviato subito un’operazione per individuare i responsabili. Un sospetto è stato arrestato e uno dei veicoli utilizzati è stato sequestrato, ma della giornalista non c’è ancora alcuna notizia. Le ricerche sono in corso in tutta la città.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella del coinvolgimento di Kataib Hezbollah, potente milizia sciita irachena legata all’Iran. Secondo fonti della sicurezza, il gruppo potrebbe essere dietro il sequestro, nel contesto di guerra tra Uniti e Iran.
Era stata avvertita del rischio
Secondo fonti americane, la giornalista era stata avvertita del pericolo: il suo nome sarebbe comparso in piani della milizia per un possibile rapimento o attentato. Nonostante questo, Kittleson aveva deciso di restare a Baghdad per continuare il suo lavoro.
Da settimane cresce la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini statunitensi in Iraq. L’ambasciata Usa aveva invitato gli americani a lasciare il Paese, mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha aumentato il rischio di attacchi e sequestri.

Finora nessun gruppo ha rivendicato il sequestro. A ipotizzare il rilascio era stata al Arabiya in inglese che, citando alcune indiscrezioni, aveva anticipato che la reporter sarebbe rimasta ferita nel ribaltamento dell’auto usata per il sequestro e trasportata in ospedale. Ma nelle ore successive la notizia non ha trovato alcuna conferma. Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la Cnn, ha invece confermato su X che “la mia amica Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah”. “La sua posizione e le sue condizioni sono sconosciute. Sono il suo referente negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di contattare le forze dell’ordine e inviarmi un messaggio privato”, ha aggiunto lanciando un appello.
I Kataib Hezbollah
I Kataib Hezbollah, letteralmente “Brigate del Partito di Dio”, sono una potente milizia sciita irachena legata all’Iran e parte delle Forze di Mobilitazione Popolare. Considerati tra i gruppi armati più influenti del Paese, hanno avuto un ruolo centrale sia nella guerra in Iraq sia nel conflitto siriano, combattendo anche contro le forze della coalizione internazionale. Nonostante l’inquadramento formale nell’apparato di sicurezza iracheno, Baghdad negli ultimi anni ha cercato più volte di limitarne il potere, senza però riuscire a smantellarne l’influenza. Il gruppo, guidato fino al 2020 da Abu Mahdi al-Muhandis, ucciso in un raid americano, è ritenuto responsabile di numerosi attacchi contro obiettivi statunitensi ed è parte dell’“Asse della Resistenza” filo-iraniano attivo nella regione.
Il coinvolgimento con l’Iran
Kataib Hezbollah è rimasta coinvolta anche nella guerra con l’Iran. Un complesso a Baghdad appartenente al gruppo è stato colpito da raid aerei statunitensi e israeliani il 28 febbraio, causando tre morti, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Circa due settimane dopo, la milizia ha rivendicato un attacco contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad.
Fin dalla sua nascita, Kataib Hezbollah è strettamente legata alla Forza Quds, il braccio operativo all’estero dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. I ripetuti attacchi contro postazioni dell’esercito statunitense in Iraq e Siria nel corso degli anni hanno contribuito alla decisione di Washington, nel 2009, di inserire la milizia nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere.
Il precedente
Il nome di Kataib Hezbollah è legato anche ad altri sequestri, tra cui quello della ricercatrice israelo-russa Elizabeth Tsurkov, tenuta in ostaggio per oltre due anni. Un precedente che alimenta i timori sulla sorte della giornalista.
Chi è Shelly Kittleson
Kittleson, 49 anni, è una giornalista freelance esperta di Medio Oriente. Nata negli Stati Uniti, in Wisconsin, da tempo divide la sua vita tra Roma e il Medio Oriente, di cui è esperta. Giornalista free lance lavora anche per Al-Monitor e ha collaborato anche con testate come BBC World, Politico e Foreign Policy. In Italia con anche conIl Foglio e l’ANSA. Proprio oggi sul sito del Foglio è stato pubblicato un suo articolo dal titolo: “Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno”. Ha trascorso anni lavorando come corrispondente dalle zone di guerra in Afghanistan, Iraq e Siria.
Un video di Al-Arabiya/Al-Hadath documenta il momento in cui un’auto si è fermata vicino a Kittleson in una strada trafficata di Baghdad, prima che un gruppo di uomini armati ma in abiti civili si avvicinasse e la costringesse con la forza a salire a bordo del veicolo, fuggito a tutta velocità.
Al Hadath a publié des images montrant le moment où la journaliste américaine Shelly Kittleson a été kidnappée dans le centre de Bagdad. https://t.co/Geuat6a4nx pic.twitter.com/4XEbfyKPzf
— InfoSudLiban (@InfoSudLiban) March 31, 2026
Kittleson ha lavorato come corrispondente in Afghanistan, Iraq e Siria, collaborando con testate internazionali come Al Monitor, Foreign Policy, BBC e Politico, oltre che con media italiani.
L’ultimo reportage pubblicato
Proprio nelle ore precedenti al rapimento era stato pubblicato un suo articolo sugli attacchi nel Kurdistan iracheno, dedicato al ruolo dei curdi nel conflitto in corso.ente che alimenta i timori sulla sorte della giornalista. È conosciuta per il suo «coraggioso lavoro di reportage dalle zone di guerra in Afghanistan, Iraq e Siria», secondo Al-Monitor.



















