1 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Apr, 2026

Da Trump agli oligarchi di Putin: tutti gli affari delle guerre

Dalla cerchia d’oro di Trump a Putin e gli oligarchi, le guerre in corso mostrano come gli interessi economici e gli affari stanno ridefinendo il potere


Un nuovo scandalo colpisce l’amministrazione Trump e mette in luce il modo in cui l’entourage del presidente sfrutta la propria vicinanza al potere per fare affari. L’ultimo caso riguarda il segretario della Difesa Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il broker del capo del Pentagono avrebbe contattato la società di investimento BlackRock per discutere di un’operazione finanziaria multimilionaria nelle settimane che hanno preceduto l’attacco all’Iran. Nello specifico, il broker avrebbe esplorato la possibilità di investire nel fondo Defense Industrials Active ETF per conto di Hegseth. Alla fine, l’operazione non sarebbe andata in porto in quanto il fondo in questione non poteva essere ancora acquisito dai clienti.

Inoltre, non è nemmeno chiaro se Hegseth fosse effettivamente al corrente delle azioni del suo broker. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha comunque negato la storia riportata dall’autorevole quotidiano britannico.A prescindere dalla veridicità della questione in sé, ad ogni osservatore è chiaro che diverse personalità vicine al presidente degli USA sono solite compiere lucrose operazioni finanziarie in concomitanza con importanti decisioni assunte da Trump. La commistione tra potere politico e interessi economici nelle guerre appare sempre più evidente.

Guerra e interessi economici globali

La commistione tra poteri pubblici e privati è una caratteristica strutturale dell’attuale fase geopolitica, che assume una forma degenerata in caso di guerra. Ad esempio, la scorsa settimana, sempre il Financial Times ha riportato che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe invitato – e il capo del Cremlino solitamente non chiede due volte – i principali oligarchi del paese a donare soldi allo Stato per sostenere le finanze pubbliche in difficoltà dopo quattro anni di conflitto. Il Cremlino ha negato la ricostruzione degli eventi, ma non che ci sia stato un incontro simile, sostenendo che un oligarca particolarmente patriottico avrebbe offerto supporto economico al governo.

La guerra, si sa, è anche un’occasione per fare affari. Ciononostante, alla luce dello stato del dibattito pubblico italiano sulla questione, è bene chiarire che la causa principale dei conflitti non è quasi mai di matrice economica. Le guerre in Medio Oriente e Ucraina non sono un’eccezione. Nondimeno, gli scontri bellici in corso accentuano alcune evoluzioni in senso oligarca dei sistemi politici dei principali attori internazionali, seppur con modalità diverse in ciascun Stato.

Il personalismo di Trump e le ricadute estere

Nel caso americano, la cerchia di Trump intensifica i tentativi di capitalizzare le posizioni di potere per arricchirsi. Una gestione privata dello Stato rispecchiata dall’emarginazione degli apparati tradizionali – Pentagono, Dipartimento di Stato e Consiglio di Sicurezza Nazionale – a favore di inviati del presidente, come Steve Witkoff. Un personalismo governativo che ha impatti notevoli in politica estera. Ad esempio, il rilancio della relazioni tra Pakistan e USA – dopo più di dieci anni di corteggiamento dell’India – deve non poco agli interessi imprenditoriali nel settore delle criptovalute dei figli di Trump e di Witkoff. Classico caso di autogol strategico tramite la degradazione dello Stato.

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Nel caso russo, in realtà, si tratta della riaffermazione del principio opposto: l’interesse degli oligarchi è subordinato a quello Stato. Putin però lo ribadisce da una posizione più complessa che in passato. La somiglianza tra Russia e USA sta in realtà nel fatto che, in entrambi i casi, la salute delle istituzioni dei rispettivi sistemi politici rischia di essere aggravata dalle conseguenze di due conflitti iniziati sulla base di assunti strategici che si sono rivelati fallaci. Anche qui, la commistione tra potere politico e interessi economici nelle guerre emerge come elemento chiave di trasformazione sistemica.

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