31 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

31 Mar, 2026

Italia blocca gli Usa a Sigonella: petroliera colpita a Dubai. Trump pronto all’attacco

La base militare Usa di Sigonella

L’Italia nega agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella, snodo strategico nel Mediterraneo , mentre una petroliera viene colpita a Dubai. Trump alza la pressione su Teheran e si dice pronto a colpire anche senza la riapertura di Hormuz


Una petroliera kuwaitiana carica di greggio ha preso fuoco al largo di Dubai dopo un attacco iraniano. È l’ennesimo episodio di una guerra che si allarga in tutto il Golfo Persico e che da settimane ruota intorno allo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale.

ICirca duemila navi e ventimila marinai risultano bloccati nella regione, mentre i passaggi mensili sono crollati ai livelli di un solo giorno in tempi normali. Nel frattempo l’Italia ha bloccato l’uso della base di Sigonella da parte degli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l’autorizzazione dopo aver scoperto che alcuni voli militari americani erano stati pianificati senza consultare i vertici italiani.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Petroliera colpita nel Golfo, due milioni di barili a bordo

La nave, la Al-Salmi, trasportava circa due milioni di barili di petrolio quando è stata colpita. Secondo le autorità di Dubai, l’attacco è avvenuto con un drone. L’incendio è stato domato e non si registrano feriti né perdite di petrolio, ma il segnale è chiarissimo: il traffico energetico globale è sotto attacco. Il prezzo del petrolio è schizzato verso l’alto, alimentando nuove tensioni sull’energia. È solo l’ultimo di una serie di episodi contro navi nella regione dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.

Il piano iraniano: pedaggi e divieti

Un comitato parlamentare iraniano ha approvato un primo piano per imporre pedaggi alle navi in transito e vietare il passaggio a quelle americane e israeliane. La misura deve essere ancora approvata definitivamente, ma segnala la volontà di Teheran di esercitare un controllo diretto e sovrano sulla rotta energetica più importante del mondo. Gli Stati Uniti la considerano illegale. Il progetto include anche il divieto di transito per alcune navi e rafforza il controllo su un passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Sigonella negata agli Usa

L’Italia ha bloccato l’uso della base di Sigonella da parte degli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l’autorizzazione dopo aver scoperto che alcuni voli militari americani erano stati pianificati senza consultare i vertici italiani.

Alcuni asset aerei Usa prevedevano di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.

Esplosioni in Iran, blackout a Teheran

La notte è stata segnata da violente esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan, nel quadro degli attacchi americani e israeliani. Nella capitale si sono registrate interruzioni di corrente. L’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili verso Israele. I sistemi di difesa aerea, esplosioni anche a Gerusalemme.

Trump alza la pressione su Teheran

Il presidente Donald Trump ha intensificato le minacce contro l’Iran, avvertendo che senza un accordo potrebbe ordinare attacchi contro le infrastrutture energetiche del Paese. Washington accusa Teheran di voler strangolare il traffico nello Stretto di Hormuz. L’Iran nega negoziati reali e respinge le condizioni americane. Secondo il Wall Street Journal, Trump starebbe valutando la possibilità di chiudere l’operazione contro l’Iran anche senza una piena riapertura dello Stretto di Hormuz, concentrandosi invece sulla distruzione delle capacità militari iraniane e lasciando agli alleati il compito di garantire il traffico marittimo. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni a Isfahan utilizzando ordigni penetranti. Dall’inizio del conflitto, le forze americane avrebbero attaccato oltre 11.000 obiettivi.

Guerra su più fronti nel Golfo e in Medio Oriente

I combattimenti proseguono su larga scala. Israele ha colpito infrastrutture militari iraniane, mentre Teheran ha lanciato missili verso lo Stato ebraico. Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati hanno intercettato droni e missili nei loro cieli. In Libano, Israele ha ordinato evacuazioni nel sud per nuovi raid contro Hezbollah.

Bilancio pesante tra civili e militari

Secondo organizzazioni indipendenti, in Iran si contano oltre 1.500 civili uccisi, tra cui centinaia di bambini. In Libano le vittime superano le 1.200. Nei Paesi del Golfo almeno 50 morti, mentre in Israele si registrano 17 vittime. Gli Stati Uniti contano 13 militari uccisi e centinaia di feriti.

Unifil sotto il fuoco, Parigi chiede l’Onu

Nel sud del Libano tre caschi blu indonesiani della missione Unifil sono stati uccisi tra i due fuochi. La Francia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Pena di morte in Israele, ok Usa

Washington prende posizione anche sulla nuova legge israeliana che introduce la pena di morte per terrorismo: «Rispettiamo il diritto sovrano di Israele di determinare le proprie leggi», afferma il Dipartimento di Stato, sottolineando però la necessità di garantire un giusto processo.

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