30 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Mar, 2026

Missile iraniano sulla Turchia, Nato lo abbatte. Trump minaccia: «Colpiremo Kharg»

Il presidente Usa Donald Trump

Trump annuncia il via libera dell’Iran a 20 petroliere nello Stretto di Hormuz. Madrid chiude lo spazio aereo ai voli legati alla guerra, segnando una distanza netta dal conflitto


La guerra entra nel secondo mese tra segnali contraddittori. Da un lato Donald Trump parla di primi spiragli negoziali dopo l’apertura parziale dello Stretto di Hormuz, dall’altro il conflitto continua con raid e nuove mosse militari. Sul campo arrivano forze speciali americane, mentre Israele e Iran continuano a colpirsi e il fronte si allarga dal Libano ai mercati globali dell’energia. La Spagna chiude il proprio spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto, segnando una presa di distanza netta dall’intervento militare. Un missili intercettati dalla Nato nei cieli della Turchia. Attacchi con droni in Siria, nuovi morti tra i caschi blu in Libano. Sullo sfondo, emergono anche i primi dettagli sulle armi usate da Washington, con accuse pesanti sugli attacchi iniziali.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Hormuz, apertura parziale. Ma Trump minaccia Kharg

Il presidente Usa in viaggio dall’Air One annuncia che l’Iran consentirà il passaggio di altre 20 petroliere nello Stretto di Hormuz a partire da lunedì. Un gesto che la Casa Bianca legge come un segnale di apertura negoziale, dopo settimane di blocco della rotta da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Non è chiaro a chi appartengano le navi né quale sia la loro destinazione, ma tra i principali acquirenti del greggio iraniano ci sono Cina e India. Già la scorsa settimana Teheran aveva lasciato transitare una decina di navi.

Trump ha aggiunto che l’accordo potrebbe essere vicino, che i bersagli che gli Usa dovevano colpire sono del tutto annientati, che anche il cambio di regime è avvenuto, dal momento che è il vecchio è stato eliminato almeno per 4 linee di successione. Il presidente americano ha rilanciato l’ipotesi di controllare direttamente le risorse energetiche iraniane. “Abbiamo molte opzioni, potremmo farlo facilmente”, ha detto, citando anche l’hub petrolifero strategico di Kharg.

Poi il presidente in volo ha mostrato ai giornalisti la nuova East Wing con la sua sala da ballo. Ma questa è un altra storia. Come lo è che sarà il primo presidente a porre la sua firma sui nuovi dollari e la sua faccia, su una moneta,

Missili verso la Turchia, interviene la Nato

Un missile balistico iraniano diretto verso la Turchia è stato intercettato dai sistemi di difesa della Nato nel Mediterraneo orientale. È il quarto episodio dall’inizio del conflitto, mentre Teheran continua a negare la responsabilità dei lanci.

Libano, tre caschi blu uccisi in poche ore

Sale la tensione anche in Libano, dove tre peacekeeper dell’Unifil, tutti indonesiani, sono morti in poche ore. L’Onu denuncia difficoltà nei soccorsi per mancanza di sicurezza nell’area colpita. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha condannato le uccisioni. L’origine del colpo è ancora sotto indagine.

Pasdaran: ucciso il capo della Marina, “controlliamo Hormuz”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane confermano la morte del comandante della Marina, Alireza Tangsiri, ferito nei giorni scorsi in un attacco. Teheran rivendica però la tenuta operativa: “Colpi devastanti al nemico e controllo decisivo dello Stretto di Hormuz”. E promette: “Non ci fermeremo”.

Teheran: “Colpiremo le case dei funzionari Usa e israeliani”

L’Iran minaccia ritorsioni dirette contro obiettivi civili legati a esponenti politici e militari statunitensi e israeliani nella regione. Una risposta ai bombardamenti sulle abitazioni in territorio iraniano che segna un ulteriore salto di tensione.

Siria sotto attacco: droni contro basi al confine con l’Iraq

Damasco denuncia un attacco su larga scala con droni contro diverse installazioni militari vicino al confine iracheno. La maggior parte dei velivoli sarebbe stata intercettata, ma il governo avverte: “Risponderemo per neutralizzare ogni minaccia”.

Missili e droni dallo Yemen

Nuovi attacchi verso Israele, anche dal fronte yemenita. L’esercito israeliano parla di missili e droni lanciati con il coinvolgimento degli Houthi, entrati nel conflitto al fianco dell’Iran. La guerra si estende sempre più su scala regionale.

La Spagna chiude lo spazio aereo: stop ai voli legati alla guerra

Madrid prende le distanze dall’intervento militare e vieta il sorvolo agli aerei coinvolti nelle operazioni contro l’Iran, inclusi quelli di supporto. Una decisione politica forte, motivata dall’assenza di un mandato internazionale.

Starmer frena: “Non è la nostra guerra”

Il premier britannico Keir Starmer ribadisce la linea di Londra: nessun coinvolgimento diretto nel conflitto contro l’Iran, nonostante le pressioni degli Stati Uniti.

Nyt: nuova arma Usa colpisce scuola e palestra, almeno 21 morti

Secondo il New York Times, nei primi giorni di guerra sarebbe stata usata un’arma balistica di nuova generazione in un attacco che ha colpito una scuola e una palestra nel sud dell’Iran. Almeno 21 le vittime. Analisi e video indicano un missile progettato per esplodere sopra il bersaglio.

Forze speciali Usa nella regione

Centinaia di forze speciali americane sono arrivate in Medio Oriente, affiancando migliaia di marines e paracadutisti già dispiegati nella regione. Un rafforzamento che porta a oltre 50 mila il numero totale dei militari Usa presenti, circa 10 mila in più rispetto alla media, mentre la Casa Bianca valuta i prossimi passi della guerra. I commandos, tra Army Rangers e Navy SEALs,non hanno ancora una missione definita, ma potrebbero essere impiegati per riaprire lo Stretto di Hormuz, per operazioni mirate su obiettivi strategici come l’isola petrolifera di Kharg o persino contro siti nucleari iraniani.
Nonostante il rafforzamento, gli esperti avvertono: le forze attualmente schierate non sarebbero sufficienti per un’operazione terrestre su larga scala in un Paese vasto e complesso come l’Iran.

Wsj: valutata operazione per recuperare l’uranio iraniano

Secondo il Wall Street Journal, Washington starebbe considerando una missione militare per sequestrare oltre 450 chili di uranio. Un’operazione complessa, con forze sul terreno per giorni, che potrebbe cambiare il corso della guerra.

Lo stop a Pizzaballa al Santo Sepolcro

Lo stop di Israele al cardinale Pierbattista Pizzaballa nella Domenica delle Palme accende uno scontro politico e religioso che in poche ore diventa internazionale. Tel Aviv impedisce al Patriarca di celebrare la messa al Santo Sepolcro, il Patriarcato parla di decisione “errata”, mentre l’Italia reagisce duramente: Antonio Tajani convoca l’ambasciatore israeliano e Giorgia Meloni definisce il gesto “un’offesa ai credenti”. Arriva la condanna anche di Emmanuel Macron. Israele prima difende la scelta per ragioni di sicurezza, poi corregge la linea: Benjamin Netanyahu annuncia che al Patriarca sarà garantito “pieno e immediato accesso”. Intanto Pizzaballa prega da solo sul Monte degli Ulivi e invita al rispetto e alla pace, mentre il Papa esprime vicinanza ai cristiani del Medio Oriente e la Cei parla di “sdegno”, chiedendo una tregua per Pasqua.

Diplomazia fragile: i colloqui in Pakistan

A Islamabad si sono riuniti i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia nel tentativo di trovare una via d’uscita al conflitto. Assenti però i protagonisti principali: Stati Uniti, Iran e Israele. Teheran accusa Washington di portare avanti una “diplomazia di facciata” mentre prepara operazioni militari sul terreno.

Libano, rischio occupazione

Sul fronte nord, il conflitto si estende. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato di ampliare la zona sotto controllo militare nel sud del Libano, alimentando il timore di un’occupazione a lungo termine. Negli scontri con Hezbollah almeno sei soldati israeliani sono rimasti feriti, tre in modo grave.

Petrolio e mercati, cresce la tensione globale

Il conflitto continua a pesare sull’economia. Il prezzo del petrolio è salito di oltre il 50% dall’inizio della guerra e continua a crescere, alimentando timori di inflazione globale. I mercati iniziano a interrogarsi sull’impatto duraturo dei costi energetici e sulle possibili mosse delle banche centrali.

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