Si allarga il conflitto in Iran, con gli Houthi che entrano nel conflitto e attaccano Israele; attaccata base Usa in Arabia
Si allarga il conflitto in Iran, con gli Houthi yemeniti, alleati della Repubblica Islamica, che anno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra in Medio Oriente, un mese fa.
Lo hanno fatto con una comunicazione sul social X, in cui il gruppo ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani. Poche ore prima, l’esercito israeliano aveva dichiarato di aver rintracciato un attacco proveniente dallo Yemen e di essere al lavoro per neutralizzarlo. Gli Houthi hanno dichiarato che continueranno gli attacchi “finché l’aggressione non finirà”.
Attacco iraniano: feriti soldati americani
Sono almeno quindici i militari americani feriti da un attacco iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ieri. Due di loro sarebbero molto gravi. Nell’attacco, condotto con con missili e droni, sarebbero stati inoltre gravemente danneggiati almeno due aerei cisterna KC-135. Dall’inizio della guerra in Iran, il regime degli ayatollah ha colpito basi statunitensi in tutto il Medio Oriente con un vasto arsenale di missili balistici e droni, nel tentativo di rispondere alla campagna di bombardamenti americani e ostacolarla.
La raffica di attacchi ha gravemente danneggiato installazioni militari e costretto il Comando centrale degli Stati uniti a disperdere migliaia di soldati, spostandone alcuni fino in Europa. Il segretario di Stato Marc Rubio ha commentato: “il conflitto finirà in settimane, non in mesi. Non servono truppe”. Quella di oggi è una delle più gravi violazioni alle difese USA dall’inizio della guerra.
Raid e missili: escalation tra Israele e Iran
Israele ha avviato nuovi bombardamenti su Teheran, mentre missili iraniani continuano a colpire il territorio israeliano: almeno una vittima è stata segnalata a Tel Aviv. L’offensiva conferma l’intensificarsi dello scontro diretto tra i due Paesi.
Attacchi diffusi nel Golfo e oltre
Droni hanno colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, danneggiando il radar. Attacchi anche al porto di Salalah, in Oman. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno intercettato missili e droni. In Iraq un drone è caduto vicino a un importante giacimento petrolifero, senza causare danni.
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Uccisi quattro giornalisti libanesi
Quattro reporter libanesi sono stati uccisi in un attacco israeliano nel sud del Libano. Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese L’Orient-Le Jour il raid aereo ha centrato l’auto su cui viaggiavano i giornalisti, uno dei quali, Ali Shoeib, corrispondente di un’emittente affiliata a Hezbollah. Insieme a lui sono stati uccisi il figlio, un videomaker e Fatima Ftouni, giornalista di al-Mayadeen TV, con suo fratello, anche lui videomaker. Secondo l’Idf Ali Shoeib era un agente di Hezbollah.
Energia e commercio globale sotto pressione
Il conflitto minaccia anche gli equilibri economici globali. Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran continua a pesare sui mercati. Gli Houthi, già attivi nel Mar Rosso, potrebbero aggravare ulteriormente le tensioni sul traffico marittimo.
Diplomazia e ultimatum
Gli Stati Uniti sostengono che la guerra potrebbe concludersi in poche settimane, ma la soluzione diplomatica resta incerta. Washington ha presentato un piano di pace in 15 punti all’Iran, mentre proseguono contatti indiretti tramite il Pakistan.
Donald Trump ha inoltre lanciato un ultimatum: riaprire completamente lo Stretto di Hormuz o affrontare nuovi attacchi, anche contro infrastrutture energetiche iraniane.
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Bilancio delle vitime
Il costo umano si aggrava: Oltre 1.400 civili uccisi in Iran. Più di 1.100 morti in Libano e decine di vittime nei Paesi del Golfo, almeno 16 morti in Israele, 13 militari americani uccisi
Intanto, l’impatto economico si estende anche al settore agricolo globale, con il rincaro dei fertilizzanti che rischia di aggravare l’insicurezza alimentare in diverse aree del mondo.



















