Attacco all’ambasciata Usa a Baghdad e raid israeliani su Teheran e Beirut. L’Idf ha annunciato di aver ucciso Gholamreza Soleimani, comandante delle forze Basij, ritenuto responsabile della repressione delle proteste interne
La guerra entra nella terza settimana e si estende all’Iraq. L’ambasciata Usa a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi: almeno un vettore ha centrato la sede diplomatica provocando un’esplosione e una colonna di fumo nero visibile sopra la capitale. Poco prima un altro drone aveva colpito un hotel dove alloggiava anche personale italiano, non ci sono feriti.
Idf: ucciso Gholamreza Soleimani
Israele ha intensificato gli attacchi mirati contro l’apparato militare iraniano. L’Idf ha annunciato di aver ucciso Gholamreza Soleimani, comandante delle forze Basij, ritenuto responsabile della repressione delle proteste interne.
Secondo l’esercito israeliano, l’operazione è stata condotta sulla base di informazioni di intelligence. L’annunicio dell’Idf: “Ieri, l’IDF ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che ha operato come comandante dell’unità Basij negli ultimi 6 anni. Sotto Soleimani, l’unità Basij ha guidato le principali operazioni di repressione in Iran, impiegando violenza grave, arresti diffusi e l’uso della forza contro i manifestanti civili”.
Nella notte raid aerei hanno colpito anche Teheran, dove tra gli obiettivi figurerebbe Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, anche se l’esito dell’attacco non è ancora chiaro. L’aviazione ha colpito infrastrutture del regime a Teheran e, contemporaneamente, postazioni di Hezbollah a Beirut. Nella capitale libanese sono stati bombardati diversi quartieri della periferia sud, con raid aerei e colpi di artiglieria anche nel sud del Paese.
IDF:
— Open Source Intel (@Osint613) March 17, 2026
COMMANDER OF THE BASIJ UNIT ELIMINATED
Yesterday, the IDF targeted & eliminated Gholamreza Soleimani, who operated as commander of the Basij unit for the past 6 years.
Under Soleimani, the Basij unit led the main repression operations in Iran, employing severe violence,… pic.twitter.com/2LV6l9MS5x
Missili e droni: il fronte si allarga
L’Iran ha lanciato missili verso il nord e il centro di Israele facendo scattare le sirene a Tel Aviv, mentre nel Golfo si registrano nuove esplosioni. A Dubai e Doha sono state avvertite forti deflagrazioni dopo allarmi missilistici, è guerra in tutto il Medio Oriente.
Tensione nel Golfo e vittime civili
La crisi colpisce direttamente anche i Paesi del Golfo. Ad Abu Dhabi un cittadino pakistano è morto dopo essere stato colpito dai detriti di un missile intercettato dai sistemi di difesa. La situazione resta instabile lungo tutte le rotte strategiche.
Iran, arresti e repressione interna
A Teheran le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato l’arresto di dieci presunte “spie straniere”. Secondo le autorità, alcuni degli arrestati stavano raccogliendo informazioni su infrastrutture sensibili, mentre altri sarebbero legati a gruppi considerati ostili al regime.
La pressione di Trump e le divisioni tra alleati
Donald Trump continua a spingere per una coalizione internazionale che garantisca la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha parlato di diversi Paesi pronti a intervenire, citando anche la Francia, ma tra gli alleati emergono divisioni. L’Australia ha già escluso l’invio di navi militari nell’area.
Europa e diplomazia in allerta
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato un nuovo consiglio di difesa sulla crisi mediorientale. Le cancellerie europee restano in allerta mentre cresce la pressione degli Stati Uniti per un coinvolgimento più diretto.





















