Gli Usa sospendono da domani la riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema. Ma la Casa Bianca non arretra: Trump annuncia un nuovo dazio globale del 15% e prepara indagini accelerate per reintrodurre tariffe con una base legale diversa
Gli Stati Uniti interrompono la riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema, ma la guerra commerciale non si ferma. Anzi, riparte. Donald Trump ha annunciato un nuovo dazio globale del 15%, presentato come giuridicamente più solido e capace di “ricostruire” l’impianto tariffario appena smontato dai giudici.
Stop alla riscossione dei dazi illegali
L’U.S. Customs and Border Protection sospenderà alle 00:01 locali di martedì la riscossione delle tariffe imposte in base all’International Emergency Economic Powers Act, la norma d’emergenza utilizzata dalla Casa Bianca per giustificare i dazi poi invalidati.
La Corte Suprema ha stabilito che quella legge non autorizza l’imposizione generalizzata di tariffe commerciali, competenza che spetta al Congresso. La sospensione riguarda esclusivamente le misure adottate sotto quell’autorità. Restano in vigore i dazi imposti ai sensi della Sezione 232 sulla sicurezza nazionale e della Sezione 301 sulle pratiche commerciali sleali.
Nessuna indicazione, per ora, sui rimborsi agli importatori che hanno già versato miliardi di dollari.
Il rilancio della Casa Bianca
La risposta dell’amministrazione è arrivata immediata. La Casa Bianca ha mostrato sicurezza, sostenendo di poter replicare l’impianto tariffario con strumenti legali alternativi.
Il fulcro è un dazio globale del 15%, che Trump potrebbe mantenere fino a 150 giorni invocando la Sezione 122 del Trade Act del 1974, mai utilizzata finora in questo modo. Parallelamente, l’amministrazione avvierà nuove indagini commerciali accelerate ai sensi della Sezione 301, con possibili ulteriori tariffe su Paesi asiatici e settori strategici.
“Il presidente fa campagna sui dazi da anni. La politica non è cambiata”, ha dichiarato il rappresentante per il commercio Jamieson Greer alla ABC.
Entrate e rimborsi, il nodo aperto
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha assicurato che le entrate previste dai dazi per quest’anno restano invariate e ha definito il nuovo 15% una “ponte” verso misure più durature.
Ma resta il nodo dei rimborsi: oltre 100 miliardi di dollari che gli importatori potrebbero reclamare dopo la sentenza. Bessent ha chiarito che la questione spetterà ai tribunali inferiori e potrebbe richiedere mesi.
Mercati e diplomazia sotto pressione
La fiducia esibita dalla Casa Bianca contrasta con l’incertezza internazionale. Secondo il New York Times, l’Unione Europea starebbe valutando di sospendere la ratifica dell’accordo commerciale negoziato lo scorso anno con Washington.
Il tutto mentre Trump si prepara a volare in Cina per incontrare Xi Jinping, in un clima segnato da tregue fragili e da un’escalation commerciale che aveva già scosso i mercati globali.
La sentenza della Corte Suprema ha ridimensionato i poteri d’emergenza del presidente, ma non la sua strategia. Cambia il fondamento legale, non l’obiettivo politico: usare le tariffe come leva negoziale globale.



















