25 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Feb, 2026

Sanzioni Russia, Kallas: «Nessun progresso oggi». Berlino critica Parigi

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul

Al Consiglio Esteri Ue previsto oggi nessun passo avanti sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Kaja Kallas ammette lo stallo, Berlino critica l’apertura al dialogo proposta da Parigi e l’Ungheria conferma il veto


Nessuna svolta sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Al Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha ammesso che «oggi non ci saranno progressi» sulle nuove misure restrittive.

Il veto dell’Ungheria continua a bloccare l’intesa, mentre emergono tensioni anche sull’ipotesi di riaprire un dialogo con il Cremlino.

Kallas: pressing sì, ma senza illusioni

«Ci sarà una discussione sul ventesimo pacchetto di sanzioni, ma penso che oggi non ci saranno progressi», ha dichiarato Kallas al suo arrivo a Bruxelles.

L’Alta rappresentante ha sottolineato che le obiezioni sollevate da Budapest «non sono assolutamente correlate» al nuovo pacchetto e ha invitato a non collegare dossier differenti. Bruxelles, ha ribadito, continuerà a «premere» per superare il blocco.

Sui negoziati di pace tra Ucraina e Russia, Kallas si è mostrata scettica: «Guardando ai segnali, non sono così ottimista. Non vedo serietà da parte di Mosca. La domanda resta cosa la Russia sia disposta a cedere».

Berlino: aperture a Mosca segnale sbagliato

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha lanciato un messaggio chiaro alla Francia, che ha proposto un’apertura al dialogo con Mosca.

«La nostra disponibilità al dialogo c’è sempre. Tuttavia, troppe offerte rischiano di creare l’impressione che con maggiore ostinazione si possano ottenere più concessioni. Sarebbe l’approccio sbagliato».

Secondo Berlino, la strategia deve restare quella della pressione costante: «Dobbiamo mantenere il sostegno all’Ucraina e continuare ad aumentare la pressione sulla Russia».

Wadephul ha inoltre criticato apertamente l’Ungheria, accusandola di «tradire la lotta per la libertà e la sovranità europea».

Budapest: «No a ricatti»

Il ministro ungherese Péter Szijjártó ha ribadito il veto sul nuovo pacchetto di sanzioni finché non verranno ripristinate le forniture di petrolio russo tramite l’oleodotto Druzhba.

«Nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica», ha dichiarato, parlando di «fanatici della guerra di Bruxelles» e annunciando battaglia anche sul prestito da 90 miliardi destinato all’Ucraina.

Madrid contro la Commissione sul Board of Peace

Nuove frizioni arrivano anche dalla Spagna. Il ministro José Manuel Albares ha definito «un grave errore» la partecipazione della Commissione europea alla riunione inaugurale del Board of Peace, sostenendo che non avesse mandato a rappresentare l’Unione.

Un’Europa divisa alla vigilia del 24 febbraio

Alla vigilia dell’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione Europea si presenta divisa su metodo e tempi.

La pressione su Mosca resta l’obiettivo dichiarato, ma tra aperture francesi, rigidità tedesca e veto ungherese, il ventesimo pacchetto di sanzioni appare ancora lontano.

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