L’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato arrestato con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Il governo Starmer sembra sempre più in bilico
Il caso Epstein continua a investire il sistema politico-istituzionale del Regno Unito. I recentissimi sviluppi colpiscono ancora una volta le due figure già coinvolte nello scandalo legato al faccendiere americano Jeffrey Epstein, cioè Peter Mandelson e il principe Andrea Mountbatten-Windsor. Tutto ciò potrebbe avere conseguenze preoccupanti, benché di intensità diversa, sul governo britannico e sulla stessa Casa Reale. La polizia del Regno Unito ha infatti arrestato Peter Mandelson, figura chiave della politica britannica degli ultimi trent’anni. L’accusa formulata da Scotland Yard è quella di “cattiva condotta in ufficio pubblico”.
L’eminenza grigia dietro Blair
Abile uomo di potere del Partito Laburista, Mandelson è salito alla ribalta negli anni Novanta, periodo in cui svolse un ruolo fondamentale nell’ascesa al governo di Tony Blair e, più in generale, nel rinnovamento dei laburisti in senso centrista. Più recentemente, Mandelson era stato nominato ambasciatore negli Stati Uniti dall’attuale premier Starmer. L’arresto rappresenta l’esito finale di una rapida e rovinosa caduta politica, causata dai legami di Mandelson con Jeffrey Epstein. La conoscenza tra i due era già nota da tempo. Tuttavia, dalle ormai famigerate mail del faccendiere e trafficante di giovani donne è emerso che quello tra Mandelson ed Epstein era un rapporto solido e duraturo.
Di conseguenza, per limitare (senza grandi successi) gli effetti sull’immagine del governo, il premier Starmer ha provveduto a rimuovere Mandelson dal suo incarico. In parallelo, l’ex ambasciatore britannico a Washington si è dimesso dalla Camera dei Lord quasi subito dopo. In effetti, l’elemento rilevante dell’arresto è che Mandelson avrebbe fornito a Epstein informazioni, documenti e comunicazioni governative sensibili tra il 2008 e il 2010, periodo in cui ricopriva la carica di ministro del Commercio. Dunque, l’accusa è da ricondurre allo stretto rapporto tra i due.
Il principe Andrew
L’arresto di Mandelson segue, tra l’altro, quello della seconda personalità di alto livello del Regno Unito coinvolta nello scandalo Epstein, il principe Andrea. Anche in questo caso ci sono stati ulteriori sviluppi. Secondo quanto riferito da alcuni ex alti funzionari britannici alla BBC, il fratello di re Carlo avrebbe regolarmente addebitato ai contribuenti del Regno Unito spese per “servizi di massaggio” ed elevati costi di viaggio durante il suo incarico come inviato speciale per il commercio internazionale tra il 2001 e il 2011.
I guai giudiziari
Come Mandelson, anche il principe Andrea era una figura già caduta in disgrazia, la cui situazione però ora si aggrava. Lo scorso 19 febbraio è infatti avvenuto l’arresto di Andrea, rilasciato poche ore dopo, per condotta illecita nell’esecuzione di una funzione ufficiale. Nello specifico, l’ex principe avrebbe condiviso informazioni delicate — probabilmente opportunità di investimento in oro e uranio in Afghanistan — con Epstein. Tra l’altro, la posizione di Andrea si era fatta irrecuperabile quando, in seguito all’emersione degli incontri intimi con minorenni del giro di Epstein, fu privato dalla regina Elisabetta dei titoli nobiliari. Ancora una volta, però, va sottolineato che le accuse sono da ricondurre al rapporto con il faccendiere statunitense.
Il terremoto politico
Chiaramente, la caduta in disgrazia di due figure dell’establishment di un Paese non comporta di per sé alcuna conseguenza sistemica per lo Stato interessato. Tuttavia, nel caso britannico, ci sono alcuni elementi da sottolineare. Innanzitutto, al momento, il Regno Unito è l’unico Paese in cui il caso Epstein sta creando autentici terremoti politico-istituzionali. La questione è calda anche negli USA e sono noti i rapporti tra Epstein e personalità di alto livello di altri Paesi. Nondimeno, solo nel caso britannico lo scandalo ha fatto cadere teste. Oltre a ciò, l’arresto di Mandelson e le ripetute indecenze del principe Andrea scuotono sia il governo sia la famiglia regnante.
Il governo in bilico
Starmer è già in una posizione estremamente debole. E la vicenda di Mandelson, che ha comportato le dimissioni del suo capo di gabinetto Morgan McSweeney, potrebbe essere sfruttata da un Partito Laburista insoddisfatto dell’attuale governo per provocarnela caduta. Non c’è da scommettere sulla permanenza di Starmer a Downing Street oltre questa primavera.
La Corona in crisi
Importanti sono anche gli impatti dei misfatti di Andrea su Buckingham Palace. Quello dell’ex principe è stato infatti il primo arresto di un membro della famiglia reale da quello di re Carlo nel 1646, durante la prima guerra civile inglese (raro caso di ribellione contro la monarchia in Inghilterra). La famiglia reale ha già provveduto a prendere le distanze da Andrea per tempo. Inoltre, la Corona britannica è una delle istituzioni più potenti, longeve e resilienti della storia, e in Europa è eguagliata solo dalla Chiesa cattolica. Secondo alcune rilevazioni, l’approvazione verso la Casa Reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%. In definitiva, il sistema istituzionale britannico appare sotto pressione, in una fase molto complicata per Londra sul piano economico e internazionale.




















