Il ministro degli Esteri dell’Iran fa sapere che è vicino un accordo con gli Usa sul programma di sviluppo nucleare. La guida suprema Khamenei, però, schiera i lanciatori di missili lungo i confini e organizza la successione in caso di attacco americano
Una soluzione diplomatica con Washington è ancora a portata di mano: ci sono buone chance che Stati Uniti e Iran trovino un’intesa sul programma nucleare di Teheran che scongiuri l’ennesima guerra. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, in un’intervista a Cbs. Araghchi ha aggiunto che, probabilmente, giovedì prossimo si terrà un incontro a Ginevra con l’inviato americano Steve Witkoff. Araghchi, infine, ha precisato che l’Iran “sta lavorando su alcuni elementi” dell’accordo con gli Stati Uniti.
La posizione americana
Dal canto loro, gli Stati Uniti sono pronti a un nuovo round di colloqui con l’Iran a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta dettagliata per un accordo nucleare. Lo fa sapere l’agenzia Axios citando alcuni funzionari americani, secondo cui l’attuale spinta diplomatica è probabilmente l’ultima possibilità che il presidente Donald Trump darà all’Iran prima di lanciare una massiccia operazione militare. Quest’ultima, condotta dagli Stati Uniti insieme con Israele, potrebbe colpire direttamente la guida suprema Ali Khamenei.
Il regime si difende
Nonostante le diplomazie siano ancora al lavoro, Khamenei ha disposto i missili a protezione del territorio dell’Iran e preparato la sua successione. Questo perché l’Iran continua a ritenere che attacchi militari da parte degli Stati Uniti siano “inevitabili e imminenti”. Lanciatori di missili balistici sono già posizionati sul confine occidentale con l’Iraq e lungo le coste meridionali sul Golfo Persico. Tali missili sono ritenuti “in grado di colpire Israele” e raggiungere le basi statunitensi nella regione. In più, Khamenei avrebbe “emesso una serie di direttive” per organizzare una linea di successione interna in caso il regime venisse colpito seriamente.
Il dopo Khamenei
La guida suprema dell’Iran ha organizzato “quattro livelli di successione” per ogni incarico militare e governativo di alto livello. Nelle disposizioni firmate da Khamenei è contemplato lo scenario in cui lui stesso “venga ucciso”. Stando a diversi alti funzionari, il leader supremo ha incaricato il massimo responsabile della sicurezza nazionale, Ali Larijani, e un ristretto gruppo di collaboratori politici e militari di “garantire che la Repubblica Islamica sopravviva non solo a eventuali bombardamenti americani e israeliani”, ma anche a “possibili tentativi di assassinio della sua leadership”. Fonti riferiscono che Khamenei si fida completamente di Larijani e che lo ritiene l’uomo giusto per questo momento delicato.


















