20 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Feb, 2026

Teheran annuncia una bozza di accordo per gli Usa entro 2-3 giorni

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi

Il ministro iraniano Araghchi annuncia una bozza di accordo per gli Stati Uniti entro pochi giorni, da consegnare a Steve Witkoff dopo l’ok di Teheran. Critice dei media a Trump per la mancanza di chiarezza sulle opzioni militari contro l’Iran


Teheran prepara una proposta formale per Washington. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che una bozza di accordo per gli Stati Uniti sarà pronta «entro due o tre giorni».

«Dopo l’ok dei superiori»

In un’intervista al programma Morning Joe dell’emittente MSNBC, Araghchi ha spiegato che il prossimo passo sarà presentare la proposta ai suoi omologhi americani. «Credo che nei prossimi due o tre giorni sarà pronta. Dopo la conferma definitiva da parte dei miei superiori, sarà consegnata a Steve Witkoff», ha dichiarato il ministro iraniano. Indicando quindi un canale diretto con l’inviato statunitense.

L’annuncio arriva in una fase di forte tensione tra Iran e Stati Uniti, con il dossier nucleare e la sicurezza regionale al centro delle preoccupazioni internazionali.

Il Nyt: «Trump senza spiegazioni chiare»

Nel frattempo, il The New York Times osserva che Trump sta valutando le opzioni sull’Iran senza aver fornito una spiegazione chiara. Né sul perché colpire tantomeno sul perché farlo ora.

Il presidente non avrebbe illustrato in modo dettagliato l’urgenza della minaccia iraniana né chiarito gli obiettivi di un eventuale attacco ai siti nucleari di Teheran, che in passato ha definito “obliterati”.

I consiglieri della Casa Bianca indicano motivazioni diverse. Dalla necessità di proteggere i manifestanti iraniani alla distruzione dell’arsenale missilistico, fino al contenimento del sostegno di Teheran a Hamas e Hezbollah.

Resta inoltre aperta la questione sull’efficacia della forza militare nel raggiungere questi obiettivi e raramente nella storia recente gli Stati Uniti si sono avvicinati a un atto di guerra con così poche spiegazioni pubbliche e un dibattito limitato.

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