Trump inaugura a Washington il Board of Peace: Stati Uniti impegnano 10 miliardi per Gaza e lanciano un ultimatum di 10 giorni all’Iran per un accordo sul nucleare, con avvertimento di “cose brutte” in caso di stallo
Il Board of Peace prende ufficialmente il via a Washington con un’apertura in pieno stile Donald Trump, entrato sulle note degli ABBA.
“Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso”, ha dichiarato il presidente americano avviando la prima riunione del Consiglio della Pace, organismo creato dalla sua amministrazione per la sicurezza e la ricostruzione di Gaza.
“Quello che stiamo facendo è molto semplice: pace. È una parola facile da dire ma difficile da produrre”, ha aggiunto Trump, sottolineando di non essere interessato al premio Nobel ma a “salvare delle vite”.
Sul palco con lui il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, la chief of staff Susie Wiles, Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff. Foto di famiglia, sorrisi e messaggi politici.
Elogi agli alleati e stoccate agli assenti
Durante il suo intervento al Board of Peace, Trump ha elencato uno per uno i leader presenti, elogiando in particolare Javier Milei e Viktor Orbán, per il quale ha ribadito il suo “endorsement completo e totale”.
“Quasi tutti hanno accettato. E quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno facendo i furbi, ma non funziona”, ha detto, con un riferimento implicito ai Paesi europei che hanno scelto di non aderire formalmente.
Romania e Ungheria partecipano come membri effettivi, mentre Italia, Germania e altri Paesi Ue sono presenti come osservatori. Il ministro degli EsteriAntonio Tajani è a Washington per l’Italia.
Dieci miliardi Usa per Gaza
Trump ha annunciato che gli Stati Uniti contribuiranno con 10 miliardi di dollari al Board of Peace per Gaza, senza però specificare la provenienza dei fondi né se vi sia già un via libera del Congresso.
Altri Paesi – tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar, Bahrain, Kazakistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Marocco e Kuwait – si sono impegnati complessivamente per oltre sette miliardi di dollari.
Per la forza di stabilizzazione internazionale a Gaza hanno offerto soldati Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania. Il comando sarà affidato al generale americano Jasper Jeffers, con un vice indonesiano.
L’avvertimento all’Iran: “Dieci giorni”
Il passaggio più delicato del discorso riguarda l’Iran. Trump ha ribadito la necessità di un “accordo significativo” sul nucleare.
“Scopriremo cosa succede con l’Iran tra circa 10 giorni”, ha detto. “Se non ci sarà un accordo, succederanno cose brutte”.
Parole che hanno riacceso i timori di un possibile intervento militare. Il presidente ha insistito: Teheran “non può avere l’arma atomica”. Al Congresso, intanto, alcuni parlamentari hanno già annunciato iniziative per limitare eventuali azioni militari senza autorizzazione.
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Tra Onu e nuovo equilibrio geopolitico
Trump ha definito il Board of Peace un organismo che “rafforzerà le Nazioni Unite”, ma ha anche aggiunto che il Consiglio “guarderà quasi sopra l’Onu per assicurarsi che funzioni correttamente”, alimentando le critiche di chi vede nell’iniziativa una struttura parallela al sistema multilaterale tradizionale.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha discusso della situazione a Gaza alla vigilia della riunione, con diversi Paesi che hanno espresso riserve sull’estensione del mandato del Board of Peace.
Soldati da 5 Paesi per la pace
Il generale americano Jasper Jeffers ha annunciato i Paesi pronti a fornire soldati per la forza di stabilizzazione internazionale a Gaza: Indonesia, Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania. Il vice comandante sarà indonesiano.
La riunione si è conclusa con la firma di alcune risoluzioni sulla raccolta fondi per Gaza, approvate all’unanimità, e con il tradizionale colpo di martelletto. Subito dopo, nella sala sono partite le note di “Ymca”, colonna sonora delle campagne elettorali del tycoon.
Obiettivi e presenze europee
La riunione è servita ad aggiornare l’attuazione del Piano di Pace in 20 punti dell’amministrazione americana e i progetti di investimento e ricostruzione della Striscia.
Presenti il capo del comitato tecnocratico palestinese Ali Sha’at, l’Alto rappresentante per Gaza Nickolay Mladenov e numerosi membri e osservatori, inclusi rappresentanti della presidenza cipriota dell’Unione Europea e della Commissione.
L’Unione Europea partecipa come osservatrice con la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica.
Quattordici Paesi dell’Ue hanno inviato rappresentanti. Romania e Ungheria partecipano a livello di capo di Stato o di governo. Altri Stati, tra cui Italia, Repubblica Ceca, Grecia, Cipro, Polonia, Slovacchia, Croazia, Olanda, Finlandia e Austria, sono presenti a vari livelli istituzionali. Tra i Paesi extraeuropei spicca il Giappone.
Proteste fuori, foto di famiglia dentro
All’esterno del Donald Trump Institute of Peace si è radunato un piccolo gruppo di manifestanti pro-palestinesi, con cartelli contro il presidente americano.
All’interno, invece, foto di famiglia con Trump, JD Vance, Marco Rubio, Susie Wiles, Jared Kushner, Steve Witkoff e gli altri rappresentanti del Board. “Sorridete”, ha esortato Trump.
Trump ha chiuso con una battuta sul Nobel:
“La Norvegia ospiterà il prossimo incontro. Speravo annunciassero che mi davano il premio”. Ma. “Non mi interessa il Nobel. Voglio solo salvare delle vite”.




















