Alla vigilia dei colloqui di Ginevra previsti oggi tra Ucraina e Russia, Mosca lancia missili e droni: una donna morta a Sumy, danni alle infrastrutture energetiche. Kiev accusa: «Ignorati gli sforzi di pace»
Alla vigilia dei nuovi colloqui di pace a Ginevra, la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro l’Ucraina. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga, Mosca ha colpito con 29 missili e 396 droni, “ignorando gli sforzi di pace”.
Nel raid è morta una donna di 68 anni nella regione di Sumy, dove un drone ha centrato un edificio residenziale. Sei i feriti, tutti parenti della vittima, tra cui due ragazzi di 7 e 15 anni.
Rescue and repair efforts are ongoing in many of our regions after a massive Russian attack. It was a combined strike, deliberately calculated to cause as much damage as possible to our energy sector. Nearly 400 drones and 29 missiles of various types were used, including… pic.twitter.com/hHkWCFkOGB
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 17, 2026
Zelensky: attacco mirato al settore energetico
Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato che l’offensiva notturna è stata “specificamente calcolata per danneggiare il più possibile il nostro settore energetico”. Nella regione di Odessa decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua. La compagnia energetica Dtek ha parlato di danni “estremamente gravi” alle infrastrutture. Zelensky ha riferito di almeno nove feriti, tra cui bambini, e ha ribadito che “la Russia deve essere ritenuta responsabile dell’aggressione”, chiedendo più sanzioni, maggiore supporto militare e rafforzamento della difesa aerea.
Il post di Zelensky su X
«Le operazioni di soccorso e ripristino sono in corso in molte delle nostre regioni dopo un massiccio attacco russo. È stato un attacco combinato, deliberatamente calcolato per causare il maggior danno possibile al nostro settore energetico. Sono stati utilizzati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, inclusi missili balistici. Un numero significativo è stato abbattuto, ma purtroppo ci sono stati anche impatti.
A Odessa, decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e senza acqua a causa dell’attacco con droni. Tutti i servizi necessari sono al lavoro per prestare assistenza. In totale sono state colpite 12 regioni e, purtroppo, si registrano 9 feriti, tra cui bambini. Più di dieci edifici residenziali e infrastrutture ferroviarie sono stati danneggiati.
I partner devono reagire a tutti questi attacchi contro la vita. La Russia deve essere chiamata a rispondere della sua aggressione. La nostra diplomazia sarà più efficace se ci saranno giustizia e forza. Forza nella pressione sulla Federazione Russa: pressione sanzionatoria e sostegno costante e rapido all’esercito ucraino e alla nostra difesa aerea. Perché la pace sia reale e giusta, l’azione deve colpire l’unica fonte di questa aggressione: è Mosca che continua con le uccisioni, gli attacchi massicci e le offensive».
La replica di Mosca
Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto nella notte 151 droni ucraini su diverse regioni della Federazione, tra cui Crimea, Krasnodar, Kaluga e Bryansk, oltre che sul Mar Nero e sul Mar d’Azov.
Colloqui a Ginevra, aspettative basse
Nonostante l’escalation, le delegazioni di Ucraina e Russia si incontrano a Ginevra per un nuovo round di negoziati mediati dagli Stati Uniti. Si tratta del terzo incontro trilaterale in poche settimane. I precedenti colloqui negli Emirati Arabi Uniti erano stati definiti “costruttivi”, ma avevano prodotto risultati limitati, principalmente uno scambio di prigionieri.
Le distanze restano ampie sui nodi centrali: il destino dei territori dell’Ucraina orientale occupati dalla Russia e le garanzie di sicurezza occidentali per Kiev dopo la guerra.
Il nodo dei territori e delle garanzie
Il Cremlino insiste affinché l’Ucraina ceda la parte della regione di Donetsk ancora sotto controllo di Kiev. Zelensky ha definito questa richiesta “inaccettabile”, pur lasciando intravedere possibili compromessi, come la creazione di una zona smilitarizzata.
Mosca, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha confermato che il tema territoriale sarà centrale nei colloqui. La delegazione russa è guidata da Vladimir Medinsky, già protagonista dei negoziati precedenti, figura vista con scetticismo da Kiev per le sue posizioni rigide.
La pressione americana
La guerra entra nel suo quinto anno e, mentre si discute in Svizzera, sul terreno continuano bombardamenti e contrattacchi che rendono fragile qualsiasi prospettiva di svolta.
A Ginevra sono attesi anche gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. Il presidente Donald Trump, parlando a bordo dell’Air Force One, ha dichiarato che “l’Ucraina deve sedersi al tavolo dei negoziati al più presto”. L’amministrazione americana punta a un cessate il fuoco rapido, ma gli ostacoli restano significativi.



















