10 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Feb, 2026

Ok del Parlamento Eu a lista dei Paesi sicuri e hub per migranti

Una nave ong

Il Parlamento Ue ha approvato la lista dei Paesi sicuri e il ricorso agli hub per migranti in Paesi terzi, con nuove regole per accelerare l’esame delle domande di asilo


Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le modifiche al regolamento Ue sulle procedure di asilo, con l’obiettivo di accelerare l’esame delle domande di protezione internazionale. Il voto è passato con una maggioranza sostenuta dal Partito popolare europeo e dalle destre.

La lista dei Paesi sicuri

Con le nuove norme, Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia vengono inseriti nella lista dei Paesi considerati sicuri. Le richieste di asilo presentate da cittadini di questi Stati saranno quindi esaminate con una procedura accelerata. Presunti sicuri anche i Paesi candidati all’adesione all’Unione europea.

Hub per migranti nei paesi terzi

Il regolamento consente inoltre agli Stati membri di stipulare accordi con Paesi terzi per esaminare le domande di asilo direttamente fuori dall’Ue. Una misura pensata per alleggerire la pressione sui sistemi di accoglienza europei.

Clausole di salvaguardia Ue-Mercosur

L’Eurocamera ha approvato anche le clausole di salvaguardia previste dalla Commissione nell’accordo commerciale UE-Mercosur, con 483 voti favorevoli, 102 contrari e 67 astensioni. Le nuove regole permettono di sospendere temporaneamente le agevolazioni tariffarie sulle importazioni agricole da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay in caso di danni ai produttori europei.

Scatterà un’indagine della Commissione quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili – come carne bovina, pollame, uova, agrumi e zucchero – supereranno del 5% la media degli ultimi tre anni e i prezzi risulteranno inferiori a quelli interni. L’obiettivo è intervenire rapidamente in caso di squilibri di mercato.

Sostegno all’euro digitale

Via libera anche a due emendamenti sull’euro digitale, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Banca centrale europea. L’Aula ha rafforzato il sostegno politico al progetto, definito essenziale per la sovranità europea nei pagamenti e per garantire pari accesso ai servizi digitali, evitando nuove forme di esclusione.

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