Il comandante della Border Patrol, origini calabresi e simbolo delle operazioni dell’ICE negli Usa, allontanato da Minneapolis. Trump affida il dossier allo ‘zar della frontiera’, Tom Hogan: «Riferirà solo a me»
Gregory “Greg Bovino”. È lui il volto dell’Ice. Per la precisione, Bovino è il Comandante della Us Border Patrol (la polizia di Frontiera) che in queste settimane sta guidando le operazioni dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement). Ossia le guardie di Trump che uccidono, per essere sintetici, ma anche quelle che dovrebbero arrivare a Cortina come scorta di Vance e Rubio, se volessimo renderlo un nostro problema. Bovino, insomma, è uno importante.
Di origini calabresi. Come scrive il Quotidiano del Sud, fu il bisnonno di Greg Bovino, ad arrivare in Pennsylvania per fare il minatore. Lasciò la famiglia ad Aprigliano. E così via.
Whoopi Goldberg: «Mani sporche di sangue»
L’attrice Whoopi Goldberg, esponendosi come pochi personaggi pubblici statunitensi, lo definisce l’uomo con «le mani sporche di sangue». Si riferisce all’uccisione di Alex Pretti in Minnesota e anche a quella di Renee Good. Comunque sia, c’è sempre bisogno di un volto per la cattiveria e Bovino è il prescelto.
Però ora si parla di una sua sostituzione. Trump lo vuole mandare via. In effetti come logica ha senso. Il presidente Usa ha deciso di sostituirlo con un altro. Si chiama Tom Homan anche detto, lo “zar del confine”. Secondo la Casa Bianca, Homan riferirà direttamente al presidente. Che ha scritto sul suo social (Truth):
«Sto inviando Tom Homan in Minnesota questa sera. Non è stato coinvolto finora in quell’area, ma conosce e apprezza molte delle persone che vi lavorano. Tom è duro ma corretto e riferirà direttamente a me».
Bovino, il ‘capro espiatorio’
La decisione è stata confermata da due funzionari della Casa Bianca che sanno (e hanno parlato a condizione di anonimato). Perché Bovino è un segnale del tentativo dell’amministrazione Trump di ridimensionare l’operazione di contrasto all’immigrazione in Minnesota. Situazione che gli è sfuggita chiaramente di mano, la gente non apprezza se uccidi due cittadini. Bovino è il perfetto capro espiatorio.
Eppure, come ancora riporta il Quotidiano del Sud, che ha intervistato la cugina di Bovino, Gina, 73 anni, «Mio cugino è un patriota». E ha precisato, la cugina, «Quella donna che è morta a Minneapolis? Quella era pagata, migliaia di dollari al giorno per interferire nel lavoro dell’Ice. E come lei ce ne sono tanti altri. Dicono: poverina, aveva tre figli. In realtà, si sa, era una pessima madre che stava usando la sua automobile come un’arma per investire quel povero poliziotto. Cos’altro doveva fare?».
Le teste che cadono con Bovino
Secondo i due funzionari di Washington insieme a Bovino dovrebbero lasciare lo Stato anche diversi altri agenti della Border Patrol. Perché ormai nelle principali città americane ci sono cause legali e proteste. Quello che chiamano l’incidente di Minneapolis potrebbe mettere a rischio anche la posizione della segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e del suo consigliere Corey Lewandowski.
Capo di settore in una parte del confine californiano, Bovino era diventato una figura centrale dopo aver guidato operazioni sull’immigrazione in seguito alle proteste di Los Angeles nel giugno scorso. Da allora è stato inviato a Chicago, Charlotte, New Orleans e, infine, a Minneapolis. Non da solo, con lui c’erano anche oltre 1.000 agenti e funzionari della U.S. Customs and Border Protection, e duemila uomini dell’Ice.
Qualcuno dovrà venire a Cortina, sempre che Tajani non convinca l’ambasciatore Usa che non è una buonissima idea.
Gregory Bovino dovrebbe tornare al precedente ruolo a El Centro, in California, per poi andare in pensione a breve. Buon per lui visto che almeno ventisei persone sono state arrestate durante una protesta davanti a un hotel nella periferia delle Twin Cities, dove si riteneva alloggiasse.
La smentita
Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha però smentito la notizia. «Bovino non è stato sollevato dai suoi incarichi», ha scritto su X la vicesegretaria Tricia McLaughlin, ribadendo la linea della Casa Bianca secondo cui Bovino «è una parte fondamentale della squadra del presidente e un grande americano». Fonti della Cnn però riferiscono che Bovino dovrebbe comunque lasciare Minneapolis già oggi insieme ad alcuni suoi agenti. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha inoltre sospeso l’accesso di Bovino ai suoi account sui social media.
La zia di Bovino
Nessuno saprà dunque lo stato d’animo di Bovino. Ci resta quello della zia. Riportato nell’articolo di Massimo Razzi: «Una volta i mezzi di informazione raccontavano quello che succedeva. Oggi non più: ascolti la televisione e ti raccontano solo falsità. Invece dei fatti, solo opinioni contro Trump. Io, una volta, ero democratica. Poi i democratici hanno smesso di occuparsi dei problemi della gente e hanno cominciato a fare battaglie per le unioni sessuali innaturali. Biden era eterodiretto e comprato, Trump è ricco di suo e non possono comprarlo. E adesso è come durante la seconda guerra mondiale». Per poi concludere:
«Si rischiava di andare verso il socialismo e il comunismo ed è quello che noi non vogliamo».






















