Trump attacca Macron ma apre su una soluzione europea per la Groenlandia. È guerra dei dazi. In ritardo a Davos dopo un guasto all’Air One parlerà con ore di ritardo. Ue divisa, Pe blocca l’intesa con Washington
Il Forum di Davos si trasforma in un’arena. L’Atlantico è attraversato da nuove tensioni e la guerra dei dazi torna a dominare lo scenario globale, alimentando incertezza, tensione tra Europa e Stati Uniti.I mercati tremano.
Sono i giorni del confronto diretto con l’America di Donald Trump. Due continenti che, come avverte il premier belga Bart De Wever, si stanno avvicinando pericolosamente al punto di rottura. In ogni caso dopo aver parlato alla nazione sui suoi primi 365 giorni, Trump è partito per la Svizzera. Poco dopo però l’Air Force One ha avuto un problema elettrico e il presidente è stato fatto scendere. Arriverà, ma in ritardo.
L‘apertura sulla Groenlandia
Prima di partire per la Svizzera, Trump ha smorzato i toni: «Sulla Groenlandia probabilmente troveremo una soluzione con l’Europa». Un segnale di dialogo che però non basta a rasserenare i rapporti con Bruxelles. Soprattutto Macron. Il presidente americano lo ha attaccato frontalmente criticando il suo rifiuto di entrare nel Board of Gaza. Oltre che rendendo pubblico un messaggio privato dell’Eliseo critico sull’offensiva americana e favorevole a un G7 a Parigi. Trump è tornato quindi alla sua arma preferita: i dazi. Annunciati al 200%, per due simboli della Francia, vino e champagne.
A Davos Macron ha risposto con toni durissimi accompagnati da due occhialoni a goccia blu. Trump vuole un’Europa vassalla: «Preferiamo il rispetto ai bulli». Poi ha affondato sulle ambizioni imperiali e sul diritto internazionale calpestato con l’uso dei dazi a fare leve politica.
Molti leader europei condividono l’analisi del presidente francese, ma non tutti credono nello scontro frontale. L’ipotesi di attivare lo strumento Ue anti-coercizione resta sul tavolo, ma appare minoritaria. Più concreta la possibilità di controdazi per 93 miliardi.
Von der Leyen: “Risposta ferma ma unita“
Dal Forum interviene Ursula von der Leyen: «I dazi sono un errore, la nostra risposta sarà ferma, unita e proporzionata». La presidente della Commissione ribadisce che l’indipendenza europea è un imperativo strutturale, senza chiudere però la porta al dialogo con Washington.
Un primo segnale concreto arriva dall’Eurocamera. I gruppi della maggioranza Ursula hanno deciso di sospendere l’intesa Ue-Usa dello scorso luglio. Il via libera atteso a fine mese salta, segnando un nuovo raffreddamento dei rapporti transatlantici.
La sospensione deve ancora essere formalizzata, ma il messaggio politico è chiaro. L’Unione europea non chiude definitivamente la porta a Trump, ma a Bruxelles cresce la convinzione che, in questa fase, sia meglio evitare anche solo un messaggio di troppo.




















