Trump rilancia sulla Groenlandia e attacca l’Europa, soprattutto Macron: «Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne». Minacce, sicurezza globale, nuove tensioni. E una bandiera
Il presidente Usa rilancia sulla Groenlandia. È dice convinto che l’Europa non si opporrà al progetto.
«I leader europei non opporranno troppa resistenza», ha dichiarato parlando con i giornalisti in Florida. L’isola artica resta, nella sua visione, «fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale». E così la vuole e l’avrà con le buone, maniere ormai svanite insieme al Nobel, o con le cattive.
Trump su Truth tra bandiere e offese al Regno Unito
Su Truth Social Trump si è scatenato sulla questione. Prima ha postato la foto di se stesso mentre appoggia il piede conquistatore sulla Groenlandia e ci pianta una bandierona a stelle strisce. Con lui agli angels custodi, Vance e Rubio, tutti e tre in mocassini tra ghiacci sciolti. Quindi si prevede un’invasione primaverile, se non estiva.
Poi ha riferito di «un’ottima telefonata» con Mark Rutte, segretario generale della NATO, annunciando un incontro tra le parti a Davos.
«La Groenlandia è cruciale per la sicurezza nazionale e mondiale, gli Stati Uniti sono l’unica potenza in grado di garantire la pace globale, attraverso la forza».
Subito dopo la squadra che cura il suo profilo, ha scritto sotto dettatura: «Sconvolgente, il nostro “brillante” alleato della NATO, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, sede di una base militare statunitense vitale, a Mauritius, e di farlo SENZA ALCUN MOTIVO. Non c’è alcun dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Si tratta di potenze internazionali che riconoscono solo la FORZA, ed è per questo che gli Stati Uniti d’America, sotto la mia guida, sono ora, dopo appena un anno, rispettati come mai prima d’ora.
La decisione del Regno Unito di regalare territori di estrema importanza strategica è un atto di GRANDE STUPIDITÀ, ed è solo l’ennesimo elemento di una lunghissima lista di ragioni legate alla sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono FARE LA COSA GIUSTA. Grazie per l’attenzione su questa questione».
Dazi del 200% su vini e champagne francesi
Brindiamoci su, perché il nemico, è un Volenteroso doc. il presidente francese Emmanuel Macron.
«Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne»
Nel corso dello stesso intervento, Trump ha minacciato l’introduzione di dazi fino al 200% su vini e champagne francesi, collegando apertamente la misura alla posizione di Parigi sul cosiddetto Board of Peace per Gaza.
Trump ha respinto la decisione di Macron di non aderire al Board of Peace, affermando che «nessuno vuole» l’attuale presidente francese. «Lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così», ha aggiunto, secondo quanto riportato dalla Cnn, ribadendo che la partecipazione al board «non è obbligatoria», ma lasciando intendere possibili conseguenze politiche ed economiche.
Dura la risposta dell’Eliseo. Una fonte vicina a Macron ha definito «inaccettabili e inefficaci» le minacce di Trump sui dazi. «Le pressioni tariffarie per influenzare la nostra politica estera sono inaccettabili», ha dichiarato la fonte all’AFP, sottolineando che Parigi non modificherà le proprie scelte diplomatiche sotto ricatto economico.
Intanto Macron ha proposto un vertice G7 a Parigi, con la possibile presenza russa e ucraina, per discutere di Groenlandia, Gaza e Ucraina. Una proposta che apre a scenari diplomatici inediti.
Ue, stop a intesa sui dazi con gli Usa
Dal Parlamento europeo arriva un segnale politico forte. Il presidente del gruppo PPE Manfred Weber ha annunciato la sospensione dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti. «Agire con minacce sui dazi è del tutto inaccettabile», ha detto, spiegando che l’Eurocamera userà «lo strumento più potente» a sua disposizione per rispondere alla linea di Washington.
Putin e Cina nel Board of Peace per Gaza
Il presidente americano ha confermato di aver invitato Vladimir Putin a entrare nel Board of Peace per la ricostruzione di Gaza, un organismo informale che Trump sta cercando di costruire al di fuori delle tradizionali sedi multilaterali. Una mossa che ha suscitato forti reazioni in Europa e che segna un’ulteriore rottura con le posizioni occidentali degli ultimi anni.



















