La crisi sulla Groenlandia riporta al centro la lezione della Brexit: perché Danimarca ed Europa devono agire come un’unica squadra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha causato un enorme problema nelle relazioni transatlantiche, rendendo palese l’intenzione di prendere il controllo della Groenlandia. Che è una regione autonoma della Danimarca, Stato membro dell’Unione europea (UE) e Paese fondatore della NATO.
Se gli Stati Uniti dovessero dare seguito alla loro intenzione con qualsiasi mezzo, inclusa la forza, sconvolgerebbero profondamente gli equilibri con l’Europa. Tuttavia, anche la strategia seguita finora da Danimarca e Groenlandia si è rivelata autolesionistica.
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La lezione dell’Irlanda dopo la Brexit
Come dimostra il precedente della Brexit, l’unico modo in cui un piccolo Paese può affrontare con successo un vicino molto più potente è agire come membro leale di una squadra più ampia. Quando il Regno Unito lasciò l’UE, l’Irlanda scelse di non negoziare bilateralmente con Londra ma di affidare la partita all’Unione europea, trasformando le proprie priorità in interessi dell’intero blocco e ottenendo un risultato strategico decisivo.
L’errore strategico di Copenaghen
È vero che la Brexit non è paragonabile a una minaccia militare sulla Groenlandia. Tuttavia, la Danimarca sta commettendo un errore simile: il 14 dicembre emissari danesi e groenlandesi si sono recati autonomamente a Washington per incontrare Marco Rubio e JD Vance, vedendo le proprie richieste di rispetto della sovranità liquidate con sufficienza.
Un europeismo mai abbracciato
La Danimarca non riesce a trasformare la Groenlandia in una questione europea, è d’altronde storicamente uno degli Stati membri meno integrati. Dopo la Brexit, nessun Paese UE presenta tanti opt-out: fuori dall’euro, marginale su immigrazione e affari interni, fino a poco tempo fa anche sulla politica di sicurezza e difesa. Neppure la Groenlandia ha un passato europeo: nel 1985 votò per uscire dalla Comunità europea, unico precedente di secessione territoriale prima della Brexit.
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Groenlandia, una questione europea
Eppure, con il mutare degli equilibri geopolitici, anche gli atteggiamenti nazionali possono cambiare. La Danimarca dovrebbe chiedere che la questione della Groenlandia venga affrontata dalle istituzioni UE, affidando all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la guida dei negoziati con Washington.
L’UE non dispone di un esercito in grado di difendere la Groenlandia, ma possiede il più grande mercato del mondo, strumenti di difesa commerciale e una forte capacità regolatoria sulle piattaforme digitali. La Groenlandia parte del negoziato cambierebbe radicalmente le poste in gioco, anche alla luce degli accordi commerciali già siglati con gli Stati Uniti nel 2025.
Un monito per tutta l’Europa
La Danimarca per affrontare gli Stati Uniti sulla Groenlandia, deve imparare la lezione della Brexit. La Groenlandia potrebbe diventare il “canarino nella miniera gelida” per l’intera UE: unirsi o perire. Giocare come squadra europea non è più una scelta ideologica, ma una necessità strategica.




















