Il presidente francese: «Rifiutiamo il nuovo colonialismo, le grandi potenze si spartiscono il pianeta». Il leader tedesco: «Gli Stati Uniti come la Russia»
Un doppio schiaffo agli Stati Uniti che sa di risposta politica senza precedenti. È quello arrivato a poche ore di distanza da Parigi e da Berlino. Secondo uno schema che è difficile non pensare sia stato coordinato per rinsaldare un asse franco-tedesco negli ultimi mesi in difficoltà.
Parlando ieri a un consesso prestigioso come l’incontro annuale con gli ambasciatori francesi, il presidente francese Emmanuel Macron ha affondato il coltello contro il comportamento dell’alleato americano come mai prima d’ora. Era il giorno in cui l’Eliseo consegna ai propri rappresentanti diplomatici l’indirizzo di politica estera della Repubblica.
Macron: «Gli Usa si allontanano dalle regole»
«Gli Stati Uniti sono una potenza affermata, ma si stanno gradualmente allontanando da alcuni dei loro alleati e si stanno liberando dalle regole internazionali che loro stessi hanno promosso fino a poco tempo fa, sia per quanto riguarda il commercio che per ciò che concerne la sicurezza», ha affermato Macron. Prima di dipingere un quadro di crescente declino dell’ordine internazionale.
«Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente», si è rammaricato il leader francese, secondo il quale ci stiamo avviando verso «un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta».
No a vassalli e disfattisti
Una situazione che pone di fronte il Vecchio Continente ad alternative giudicate inaccettabili dall’inquilino dell’Eliseo. «Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche la vassallizzazione e il disfattismo», ha dichiarato Macron.
«Ci sono due strade che non servono i nostri interessi: seguire ciecamente il ritorno della legge del più forte – questa è la scelta della vassallizzazione – oppure rifugiarsi in una postura moralista, proclamando di avere ragione senza poter incidere. Nessuna delle due serve gli interessi o i valori della Francia e dell’Europa».
Steinmeier fa eco a Macron
A Berlino, il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier ha fatto eco alle parole di Macron intervenendo alla Fondazione Koerber, durante un evento organizzato per celebrare il suo settantesimo compleanno. «Occorre impedire che il mondo si trasformi in un covo di rapinatori, in cui i più spietati si prendono ciò che vogliono», ha affermato Steinmeier.
Il rischio di un mondo senza protezioni
Il capo dello Stato tedesco ha avvertito contro un ordine globale nel quale «regioni e interi Paesi vengono trattati come proprietà di poche grandi potenze», con Stati medi emarginati e quelli più piccoli lasciati senza difese.
Una presa d’atto allarmata della debolezza europea e, allo stesso tempo, una denuncia implicita dei recenti avvenimenti internazionali, a partire dall’intervento militare americano in Venezuela.
«C’è una rottura dei valori da parte del nostro partner più importante, gli Stati Uniti, che pure hanno contribuito a crearli», ha aggiunto Steinmeier.
LEGGI Trump, la Groenlandia e l’Europa che non t’aspetti
Washington come Mosca
Il presidente tedesco ha messo sullo stesso piano l’annessione russa della Crimea nel 2014, l’invasione dell’Ucraina del 2022 e la scelta statunitense di ripudiare l’ordine globale liberale.
Secondo la stampa tedesca, si tratta di un passaggio voluto, che riflette la crescente inquietudine di Berlino per l’abbandono del “rules-based system” promosso fino a pochi anni fa proprio dagli Stati Uniti.
Democrazia sotto attacco
Steinmeier ha collegato questo nuovo corso a un assalto generalizzato contro la democrazia nel mondo. Le norme democratiche internazionali sono sotto attacco «come mai prima d’ora», ha detto, invocando un intervento attivo nelle situazioni più critiche e il coinvolgimento degli Stati extra-occidentali, a partire da Brasile e India.
La svolta militare inevitabile
Lo scontro non è più solo ideale, ma geopolitico. E rende sempre più inevitabile un rafforzamento militare del continente europeo per bilanciare la minaccia rappresentata dal numero crescente di “superpotenze-canaglia”.
«Potremo svolgere un ruolo in questo mondo mutato solo se saremo presi sul serio anche dal punto di vista militare», ha concluso Steinmeier. «Ed è in quella direzione che dobbiamo andare». Un messaggio franco-tedesco chiaro, destinato a risuonare come un’ultima chiamata per tutto il continente.


















