9 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

8 Gen, 2026

Minneapolis, alta tensione dopo la sparatoria: scontri, scuole chiuse

Le proteste a Minneapolis dopo la morte di Renee Nicole Good

Alta tensione a Minneapolis dopo la sparatoria che ha ucciso la 37enne Renee Nicole Good: proteste davanti agli edifici federali, uso di lacrimogeni e scuole chiuse per motivi di sicurezza


Sale la tensione a Minneapolis dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, la donna di 37 anni colpita a morte durante un’operazione dell’agenzia federale per l’immigrazione ICE. La città è entrata in una fase di allerta, con proteste diffuse, scontri e misure straordinarie di sicurezza. I video girati dai testimoni, non lasciano spazio ad alcuna scusa. Good è stata uccisa a sangue freddo.

Lacrimogeni contro i manifestanti

Agenti federali hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione davanti al Bishop Henry Whipple Federal Building, nel centro della città. La protesta era iniziata in modo pacifico ma è degenerata quando le forze dell’ordine hanno tentato di allontanare i manifestanti dall’area dell’edificio federale

Una nube di fumo ha invaso la strada, causando difficoltà respiratorie a diverse persone, come mostrano i video circolati sui social.

Proteste nel cuore della città

Centinaia di persone si sono radunate anche nei pressi del luogo della sparatoria. Alla manifestazione hanno partecipato attivisti, residenti del quartiere e rappresentanti religiosi. Alcuni manifestanti hanno esposto cartelli contro l’ICE, altri hanno sventolato bandiere messicane o indossato simboli di solidarietà con i migranti. In alcune zone sono comparse barricate improvvisate che hanno bloccato il traffico.

Scuole chiuse per motivi di sicurezza

Le autorità cittadine hanno deciso di chiudere le scuole per l’intera settimana. La misura è stata adottata per facilitare il mantenimento dell’ordine pubblico e prevenire nuovi disordini, in un contesto che resta altamente instabile.

I democratici chiedono un’indagine

Intanto cresce la pressione politica. I leader democratici di Camera e Senato hanno chiesto un’indagine immediata e indipendente. Il capogruppo dem alla Camera, Hakeem Jeffries, ha parlato apertamente di omicidio e ha sollecitato un’inchiesta completa nel rispetto della legge. Anche dal Senato arrivano richieste di chiarimento, mentre viene contestata la gestione federale dell’operazione.

Una città sotto shock

Minneapolis vive ore di forte tensione, riaprendo ferite mai del tutto rimarginate dopo le proteste del 2020. Le versioni sulla dinamica della sparatoria restano contrapposte e, mentre continuano le manifestazioni, la città rimane sotto stretta sorveglianza.

Chi era Renee Nicole Good

Si chiamava Renee Nicole Good, aveva 37 anni ed era madre di tre figli. Come ha reso noto la madre, Donna Ganger, era una poetessa e attivista, cresciuta in Colorado, viveva a Minneapolis con il nuovo compagno dopo la morte del marito, il comico Timothy Macklin, avvenuta nel 2023. Renee Nicole Good è stata uccisa a pochi isolati dal luogo in cui è stato soffocato da un poliziotto, George Floyd.

Good è stata raggiunta da tre colpi di pistola alla testa. Secondo l’Ice, avrebbe ignorato l’ordine di uscire dal veicolo, inserito la retromarcia e puntato il Suv contro gli agenti. Una versione contestata dal sindaco di Minneapolis Jacob Frey, che parla di colpi sparati «a bruciapelo».

I vigili del fuoco di Minneapolis hanno estratto la donna dall’auto e tentato le manovre di rianimazione sul posto. Trasportata d’urgenza all’Hennepin County Medical Center, Good è morta poco dopo il ricovero.

Secondo Donald Trump, l’agente avrebbe «sparato per autodifesa». Una ricostruzione respinta dalle autorità locali, dai testimoni, dal buon senso. Da moltissimi video. Solo due giorni fa il presidente ha dichiarato:

«Se non vinciamo le elezioni di medio termine, subirò l’impeachment».


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